{# Schema.org Event: solo proprieta' che sappiamo davvero dall'articolo. Niente performer/organizer (non siamo noi a organizzare l'evento), niente offers (il prezzo non e' un dato che abbiamo: dichiararlo gratuito era falso per gli eventi a pagamento) e niente endDate, che non conosciamo per gli eventi su piu' giorni. La localita' arriva dall'articolo, non e' piu' Carpi fissa. #}

Il cinema come un'officina: Carpi ritrova la sua anima da set in nove giorni di festa


Il cinema come un'officina: Carpi ritrova la sua anima da set in nove giorni di festa

Ci sono città che il cinema lo subiscono, e città che il cinema ce l'hanno nel sangue. Carpi appartiene alla seconda categoria, anche se negli ultimi tempi sembrava averlo dimenticato. Dal 4 al 12 settembre, per nove giorni, piazzale Re Astolfo tornerà a essere un set a cielo aperto con il Carpi Film Fest 2026, presentato questa mattina dal direttore artistico Paolo Di Nita insieme all'associazione Quelli del 29, al sindaco Riccardo Righi e all'assessore alla Cultura Giuliano Albarani.

Trentaquattro appuntamenti, quasi tutti a ingresso gratuito tranne due, fra proiezioni, masterclass e incontri. Un salto netto rispetto ai venticinque eventi dello scorso anno, segno che la manifestazione ha trovato il suo pubblico e la sua identità. Non a caso l'edizione 2025 si era chiusa con circa settemila presenze, un numero che per una realtà come Carpi vale più di mille proclami.

Il cinema come officina, non solo come spettacolo

Il tratto distintivo di questo festival, lo ha ribadito con insistenza Di Nita, sta nell'approccio al cinema nel suo farsi. Non solo pellicole finite da applaudire, ma il dietro le quinte: scenografia, doppiaggio, fotografia, montaggio, effetti speciali. Insomma, il cinema come bottega artigiana, come mestiere che si impara con le mani e con la pazienza. Un'idea che, in una città che ha perso il suo settore trainante e sembra aver smarrito un po' della sua cifra imprenditoriale, suona quasi come una provocazione: perché non immaginare un indotto della settima arte anche qui?

Il filo conduttore di quest'anno è Narrazioni e Arti, a sottolineare la trasversalità del linguaggio cinematografico. Ma Albarani ha voluto usare una parola precisa: festa. Non un festival competitivo, di cui l'Italia è piena, e nemmeno una rassegna tematica ingessata. Piuttosto l'incoraggiamento di un rito collettivo, quello della proiezione sul grande schermo, capace di mettere insieme le persone e di strapparle ai monitor e alla solitudine degli smartphone. Come accaduto, per dire, con l'Odissea di Nolan, capace di riempire le sale in tutto il pianeta.

Una città che il cinema ce l'ha nel sangue

Chi storce il naso di fronte a tanta ambizione farebbe bene a riaprire i libri di casa. Carpi vanta un'antica familiarità con l'arte cinematografica. I non più giovani ricordano bene che la città ha dato i natali a due produttori, a un grande creatore di colonne sonore come Carlo Rustichelli e ad attrici di successo come Alida Chelli, figlia di Rustichelli e oggi sepolta proprio nel cimitero cittadino accanto al padre, Ida Galli, nota con il nome d'arte Evelyn Stewart, e Betti Pedrazzi.

E ancora: il Sessantotto arrivò in città sulle ali del cinema e dei tumulti di Fabbrico, che resero abituali i soggiorni di Gian Maria Volonté. Per decenni la Romana Sud ha veicolato, il venerdì e il sabato sera, vere e proprie carovane di appassionati verso le sale modenesi. Senza dimenticare i cinque cinema che hanno a lungo funzionato in città, un numero incredibile per un centro delle sue dimensioni, i piccoli esperimenti produttivi del fotografo Paolo Ricchi negli anni Settanta, il cinema ricavato nell'alloggio di Giulio Beltrami e le grandi collezioni di film in videocassetta di due professionisti carpigiani.

Gli ospiti: dai segreti del doppiaggio alla memoria delle Torri

Il programma di quest'anno mescola sapientemente spettacolo e memoria. Il più celebre dei doppiatori italiani, Luca Ward, svelerà i segreti di un mestiere che regala la voce ai grandi attori del cinema mondiale. Tiziana Ferrario e Giulio Borrelli torneranno su uno degli eventi più drammatici della nostra epoca, l'attacco alle Torri Gemelle, che raccontarono da cronisti. E poi il regista Matteo Garrone, l'attore Antonio Catania e il chitarrista di Vasco Rossi, Maurizio Solieri.

Le proiezioni avranno il loro fulcro in piazzale Re Astolfo, mentre le masterclass sui mestieri del cinema si terranno all'Auditorium Loria. Spazio anche ai documentari con gli autori in sala, fra i quali spicca il Liceo Fanti, che ha prodotto il film Nevia. E per i più piccoli, dai 5 ai 10 anni, l'esperienza immersiva del Cinema Sferico, sempre all'Auditorium Loria: un modo per far crescere il pubblico di domani, portandolo dentro il grande schermo.

Una scommessa che guarda lontano

L'iniziativa gode del sostegno prestigioso della Emilia-Romagna Film Commission e della Regione, fra le più impegnate sul fronte cinematografico, oltre che del Comune di Carpi, della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e dello sponsor Sinergas. Una rete di soggetti che hanno scelto di crederci, anno dopo anno.

Se il cinema, inteso anche come lavoro e come possibilità di futuro, seminerà qualcosa in città, il merito andrà a questa manifestazione, a Di Nita e ai suoi Quelli del 29, e a tutti coloro che hanno avuto il coraggio di scommettere su un'idea semplice ma potente: che Carpi meriti di tornare a sedersi al buio, alzare gli occhi e lasciarsi raccontare una storia.

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