Danzare tra le fotografie del cantiere: Atelier Ago apre le porte alla Palazzina dei Giardini

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Danzare tra le fotografie del cantiere: Atelier Ago apre le porte alla Palazzina dei Giardini

Visitare una mostra camminando è un conto, attraversarla danzando è un'altra esperienza. È la proposta di Atelier Ago, che sabato 10 ottobre alle 11 porta alla Palazzina dei Giardini ducali di Modena il laboratorio gratuito "Dance Dance Dance", in programma tra le opere della mostra "Come and See" di Francesco Jodice. Restano alcuni posti disponibili e le iscrizioni si raccolgono sul sito agomodena.it.

Il laboratorio è curato dalla coreografa Elisa Balugani con la collaborazione dei musicisti Enrico Pasini e Daniele Rossi, che accompagnano dal vivo i partecipanti. L'idea è sperimentare un modo diverso di visitare, capire e interpretare una mostra e un allestimento museale attraverso la gestualità e l'ascolto del proprio corpo, stimolando creatività e benessere. Non serve essere danzatori né avere particolari competenze: bastano un abbigliamento comodo e la maggiore età.

L'iniziativa è già stata sperimentata negli ultimi anni e, come spiegano i promotori, ha verificato che "arti visive, danza e musica influiscono positivamente sul nostro corpo: linguaggi artistici differenti possono dialogare, un gesto quotidiano si può trasformare in danza e vivere esperienze di arte favorisce il benessere fisico e mentale".

Le fotografie che hanno raccontato il cantiere

La mostra, promossa da Fondazione di Modena e allestita con la collaborazione di Fondazione Ago, è visitabile fino al 7 febbraio. Nasce da un progetto culturale di lungo corso: dal 2021 al 2024 Jodice ha usato le recinzioni del cantiere dell'ex ospedale Sant'Agostino come una grande tela urbana, installando in più fasi le proprie fotografie lungo le strade che circondano il complesso. Un luogo necessariamente chiuso e temporaneamente sottratto alla città è diventato così uno spazio di osservazione, confronto e partecipazione, coinvolgendo gli abitanti e in particolare le nuove generazioni.

Curata da Chiara Dall'Olio e Lorenzo Respi, l'esposizione propone 19 opere fotografiche di medio e grande formato, dodici delle quali entrate nella collezione di Fondazione di Modena, insieme a immagini inedite. In mostra anche dieci composizioni grafiche di Sara Gentile, che con scene di backstage raccontano il lavoro dell'artista con i ragazzi.

L'allestimento guarda a una data precisa: l'11 dicembre, quando sarà inaugurata una prima parte del complesso restaurato e rifunzionalizzato del Sant'Agostino, destinato a diventare il nuovo polo culturale Ago.

Orari, visite guidate e perché interessa anche Carpi

Ingresso libero dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato, domenica e festivi a orario continuato dalle 11 alle 19. Le visite guidate gratuite sono in programma al sabato alle 16 nelle date del 14 novembre, 16 gennaio e 6 febbraio, con iscrizione su agomodena.it.

Per i carpigiani la proposta vale una gita breve e a costo zero. Il nuovo Ago non sarà un'attrazione solo modenese: quando aprirà, nel dicembre di quest'anno, diventerà uno dei principali riferimenti culturali della provincia, e chi avrà seguito la mostra avrà già in mano la storia di come quell'edificio è cambiato. Il laboratorio di sabato, gratuito e aperto anche a chi non ha mai danzato, è l'occasione più economica per entrarci dentro prima degli altri.

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