Nomadelfia torna a Fossoli: cinque lezioni per portare in classe la comunità di don Zeno

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Nomadelfia torna a Fossoli: cinque lezioni per portare in classe la comunità di don Zeno

Sulle macerie della guerra, dentro le baracche di un luogo che aveva conosciuto la prigionia e la deportazione, qualcuno provò a costruire qualcosa di radicalmente diverso: una comunità fondata su accoglienza, solidarietà e un'idea nuova di famiglia e di educazione. È la storia di Nomadelfia, nata il 19 maggio 1947 negli spazi dell'ex campo di concentramento di Fossoli, ed è il tema del nuovo corso di formazione per insegnanti promosso dalla Fondazione Fossoli, al via martedì 27 ottobre 2026.

Cinque appuntamenti, dal 27 ottobre 2026 al 23 marzo 2027, per complessive 10 ore, rivolti ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado. Il coordinamento scientifico è affidato a Bruno Maida, professore di Storia contemporanea all'Università di Torino. Le lezioni si svolgeranno tra l'ex Sinagoga di Carpi e il Campo di Fossoli, con possibilità di partecipare anche da remoto tramite Zoom. La partecipazione è gratuita: ci si iscrive con il modulo online disponibile sul sito della Fondazione Fossoli oppure attraverso la piattaforma ministeriale SOFIA, identificativo 106802. Ai docenti che frequenteranno almeno il 75% delle ore sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il calendario degli incontri

Si parte martedì 27 ottobre alle 17 all'ex Sinagoga con la lezione Storia di Nomadelfia a Fossoli, 1947-1952, tenuta da Bruno Maida. Il secondo appuntamento è giovedì 5 novembre alle 15 al Campo di Fossoli: dopo la visita al Campo, nella baracca ricostruita Bruno Maida e Marika Losi presenteranno Il portale su Nomadelfia a Fossoli: strumento didattico e piste per il lavoro in classe. Venerdì 20 novembre alle 18, all'ex Sinagoga, in concomitanza con la Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, Juri Meda e Raffaela Milano interverranno su Nomadelfia e la città dei ragazzi, con il coordinamento di Maida.

Il percorso riprenderà martedì 23 febbraio alle 18 all'ex Sinagoga con Nomadelfia, don Zeno e la politica, protagonisti Metella Montanari e Giorgio Vecchio; chiusura martedì 23 marzo, stessa sede e stesso orario, con Nomadelfia, don Zeno e Danilo Dolci, incontro con Marco Grifo e Francesca Leder.

Dalla ricerca al portale, dal portale alla classe

L'iniziativa è un nuovo sviluppo del progetto di ricerca Nomadelfia a Fossoli (1947-1952), promosso dalla Fondazione Fossoli e affidato a Maida, con l'obiettivo di ricostruire l'esperienza della comunità fondata da don Zeno Saltini collocandola nel più ampio contesto politico, sociale e culturale dell'Italia del dopoguerra. Un primo esito è già pubblico e liberamente consultabile: il portale digitale del Centro studi Fossoli, che raccoglie i risultati della ricerca, le fonti documentarie, una mappa degli archivi, una bibliografia ragionata, una rassegna della stampa dell'epoca e un apparato iconografico.

Materiali che permettono di ricostruire la vita quotidiana della comunità, le sue relazioni con il territorio e con le istituzioni, le scelte educative e sociali. L'impostazione del corso è dichiaratamente pratica: non solo conoscenze storiche aggiornate, ma documenti e testimonianze utilizzabili direttamente nel lavoro in classe.

Una pagina che riguarda Carpi da vicino

Don Zeno Saltini era nato proprio a Fossoli, frazione agricola di Carpi, il 30 agosto 1900, nono di dodici figli di una famiglia di agricoltori; celebrò la sua prima messa nel Duomo di Carpi il 6 gennaio 1931 e fondò a San Giacomo Roncole l'Opera dei Piccoli Apostoli, dedita all'accoglienza degli orfani di guerra e dei bambini abbandonati. Nel 1947 i Piccoli Apostoli occuparono l'ex campo di Fossoli; il 14 febbraio 1948 venne approvato il testo di una Costituzione firmata sull'altare e l'Opera divenne Nomadelfia, la fraternità è legge. La comunità arrivò a superare i mille membri, fino al trasferimento a Grosseto nel 1952.

È un tassello decisivo dell'identità novecentesca del Campo, segnata dal succedersi di esperienze profondamente diverse: la prigionia e la deportazione durante la Seconda guerra mondiale, l'accoglienza dei più fragili nel dopoguerra, poi il Villaggio San Marco. Per le scuole del territorio, che a Fossoli portano ogni anno migliaia di studenti, il valore di questo corso sta nel restituire un luogo non solo come memoria di una tragedia, ma come laboratorio di una domanda ancora aperta: che cosa si fa dei bambini quando la società si sfalda. Una domanda che, con strumenti documentari seri e gratuiti a disposizione, può uscire dalla commemorazione ed entrare nelle ore di storia.

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