Ci sono conferenze scientifiche che promettono grafici e finiscono in grafici. E poi c'è la storia di un genetista che passa i controlli doganali con una busta di strisce di carta assorbente intrise di sangue in fondo allo zaino. Indovinate quale delle due arriva a Carpi.
Domenica 11 ottobre alle ore 18, all'Auditorium San Rocco di via San Rocco 1, Guido Barbujani presenta Un evangelista e il suo DNA. Una storia di reliquie e di scienziati. L'appuntamento fa parte della rassegna "Domeniche in scienza. Incontri con autori e scienziati" e a condurre l'incontro sarà Alfonso Cornia, che di questa rassegna è il volto ormai abituale: anche nel gennaio 2024, sempre all'Auditorium San Rocco, era lui a dialogare con la fisica Gabriella Greison nell'ultimo appuntamento di quel ciclo.
Un giallo agiografico con il DNA come testimone
Il libro, pubblicato da Laterza nel 2026, racconta un'impresa scientifica reale. Secondo le fonti antiche, le reliquie di San Luca, nato in Siria e morto in Grecia, furono trasferite da Costantinopoli a Padova tra il 361 e il 363 d.C., per sottrarle al rischio di distruzione ordinata dall'imperatore Giuliano l'Apostata. Alla fine degli anni Novanta la diocesi di Padova pose a un gruppo interdisciplinare di esperti, tra cui archeologi, botanici e antropologi, una domanda semplicissima e terribile: con quale grado di certezza si può dire che lo scheletro conservato nella Basilica di Santa Giustina, per di più incompleto perché privo della testa, appartenga davvero all'evangelista?
Da lì partono il viaggio ad Aleppo nel 1999 e una narrazione in prima persona che mescola storia, ricerca, ricordi di viaggio e riflessioni sul senso dell'attività scientifica, con un tono vivace, accessibile e a tratti umoristico. Insomma, non la classica divulgazione a tesi, ma qualcosa che somiglia a un romanzo d'avventura con il laboratorio al posto della mappa del tesoro.
Chi è l'ospite
Barbujani, presentato dal Comune come docente emerito di genetica all'Università di Ferrara, si occupa delle origini e dell'evoluzione della popolazione umana. Nato ad Adria nel 1955, professore ordinario di genetica a Ferrara dal 1996, dal 2011 al 2014 presidente dell'Associazione Genetica Italiana, ha studiato il DNA antico dell'uomo di Cro-Magnon, degli Etruschi e dei Sardi dell'età nuragica, e le sue analisi della variabilità genetica in Europa sono tra i principali elementi a favore del modello di diffusione demica neolitica proposto da Luca Cavalli-Sforza. Nei suoi lavori ha mostrato come il concetto tradizionale di razza non descriva in modo soddisfacente la diversità umana, tema di titoli come L'invenzione delle razze e Sono razzista, ma sto cercando di smettere. Piccola nota per i pignoli: alcune schede editoriali lo indicano a Ferrara, un articolo di approfondimento universitario dell'aprile 2026 lo dà come docente a Bologna; per questo incontro vale l'indicazione del Comune.
Informazioni pratiche
Appuntamento domenica 11 ottobre alle 18, Auditorium San Rocco, via San Rocco 1, Carpi. Ingresso libero e gratuito. Giudizio pragmatico: una rassegna che negli anni ha portato a Carpi nomi di prima fila della divulgazione italiana, un'ora e mezza di domenica sera senza biglietto e un argomento che unisce fede, storia e provette. Chi arriva in ritardo, come sempre accade in San Rocco, rischia di ascoltare in piedi.