Meloni da Fedez, Citynews taglia redattori: il giornalismo è a un bivio. E l'AI potrebbe essere la via d'uscita


Meloni da Fedez, Citynews taglia redattori: il giornalismo è a un bivio. E l'AI potrebbe essere la via d'uscita

Giovedì alle 13 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà ospite di Pulp Podcast, il programma YouTube condotto dal rapper Fedez e da Davide "Mr. Marra" Marra. Non una conferenza stampa, non un'intervista al TG1, non un'ospitata in prima serata. YouTube. Con un rapper e il suo socio, che con autoironia — ma forse non troppa — si è autoproclamato "miglior podcaster d'Italia".

La puntata, registrata a Roma in modo eccezionale, affronta temi di primo piano: il referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo, il conflitto in Medio Oriente e le relazioni tra Europa e Stati Uniti. L'obiettivo dichiarato è arrivare a un pubblico che del referendum si è occupato poco o nulla, intercettando soprattutto i più giovani, spesso lontani dai canali istituzionali.

Un segnale chiaro: il palcoscenico dell'informazione si è spostato. E i politici lo sanno benissimo.

Non è una novità, ma stavolta è la premier

Donald Trump durante la campagna elettorale del 2024 fu ospite più volte di podcaster — da Joe Rogan in poi — scavalcando i media tradizionali per parlare direttamente a milioni di ascoltatori. Pulp Podcast ha già ospitato figure di spicco della politica e della giustizia italiana: da Matteo Renzi ad Antonio Tajani, da Nicola Fratoianni a Carlo Calenda, fino a ex magistrati come Gherardo Colombo e il procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Ma l'arrivo di una presidente del Consiglio in carica, a due giorni da un voto referendario, è un salto di scala che pochi avrebbero immaginato.

Che si condivida o meno la scelta, il messaggio è inequivocabile: i formati tradizionali non bastano più.

Intanto, nel giornalismo locale soffiano venti gelidi

Mentre la politica scopre i podcast, l'editoria fa i conti con una crisi che non accenna a passare. Il gruppo Citynews — che edita sotto la sigla "Today" una rete di siti di informazione locale — ha licenziato improvvisamente 4 giornalisti e interrotto o rimodulato 16 collaborazioni, il tutto via PEC, senza preavviso. La decisione è stata motivata dall'azienda con la necessità di ridurre i costi.

Citynews non è un'azienda qualsiasi: è tra i più grandi editori di giornalismo locale digitale in Italia. Quello che succede lì è uno specchio di quello che succede ovunque.

Vent'anni di colpo di coda, e non è ancora finita

Bisogna essere onesti: il giornalismo sta ancora assorbendo il contraccolpo di una trasformazione iniziata oltre vent'anni fa. L'avvento del web prima, dei social network poi, ha messo i giornalisti in concorrenza diretta con i loro stessi lettori. Chiunque può pubblicare, commentare, "fare notizia". Il professionista dell'informazione ha perso il monopolio della distribuzione, ma non ha ancora trovato un nuovo patto con il proprio pubblico basato su ciò che sa fare meglio: verificare, contestualizzare, approfondire.

E mentre il settore cerca ancora quell'equilibrio, si trova già davanti alla rivoluzione successiva.

L'intelligenza artificiale: minaccia o leva?

L'AI non è il futuro: è già il presente. Una tecnologia capace di generare contenuti a velocità industriale, ma soprattutto di analizzare quantità di dati inimmaginabili per qualsiasi essere umano, trovandone relazioni e pattern emergenti. Per il giornalismo, questo, ad un osservatore superficiale, può sembrare una sentenza. Ma potrebbe essere il contrario.

Un giornalista locale che sappia usare l'AI come strumento di analisi — delibere consiliari, bilanci comunali, dati demografici, appalti pubblici — può fare oggi quello che ieri richiedeva una redazione intera. Può raccontare il territorio con una profondità mai vista. Può liberare tempo per ciò che le macchine non sanno fare: il rapporto umano con le fonti, il giudizio editoriale, la fiducia costruita nel tempo con i propri lettori.

Un'occasione anche qui, a Carpi

Il tema non riguarda solo le grandi redazioni nazionali. Riguarda anche chi fa giornalismo iperlocale, chi racconta un quartiere, una città, una comunità. Ed è esattamente di questo che si parlerà sabato 28 marzo alle ore 10 all'Auditorium San Rocco di Carpi, nell'incontro aperto alla cittadinanza "Algoritmi e informazione nell'era dell'Intelligenza Artificiale".

Michele Mezza, giornalista e docente tra i massimi esperti italiani di media digitali, presenterà il suo ultimo libro Guerre in codice. Seguirà una tavola rotonda con Florio Magnanini, direttore di VOCE, Sven Rinaldi, fondatore di Ombra del Portico, e Riccardo Righi, sindaco di Carpi. A moderare il giornalista Ruggero Po. I saluti istituzionali saranno di Giulia Pellizzari, presidente della Fondazione Casa del Volontariato, e di Alberto Caldana, presidente di CSV Terre Estensi.

L'evento è promosso da Fondazione Casa del Volontariato e CSV Terre Estensi, con il patrocinio della Città di Carpi e dell'Unione delle Terre d'Argine, nell'ambito del programma di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026. Ingresso libero e gratuito.

Perché la domanda, alla fine, è semplice: vogliamo essere spettatori di una trasformazione che ci travolge, o protagonisti di un giornalismo capace di reinventarsi?

Noi abbiamo già scelto da che parte stare. Vi aspettiamo sabato 28.



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