Arresto a Modena: cittadino tunisino finisce in carcere per false generalità


Arresto a Modena: cittadino tunisino finisce in carcere per false generalità
La Squadra Volante della Questura di Modena ha arrestato sabato 11 gennaio un cittadino tunisino di 49 anni, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Bologna. L'uomo dovrà scontare una pena di 2 anni, 2 mesi e 15 giorni di reclusione.

Il controllo e la scoperta

L'arresto è avvenuto durante un controllo di routine effettuato dagli agenti della Polizia di Stato. Gli accertamenti hanno rivelato che il 49enne era ricercato per una serie di reati legati alla falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla propria identità, commessi tra il 2016 e il 2017 nelle province di Modena e Carpi.

Il reato e le implicazioni legali

La falsa attestazione di identità a pubblico ufficiale è disciplinata dall'articolo 495 del Codice Penale e prevede la reclusione da uno a sei anni per chi "dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l'identità, lo stato o altre qualità della propria o dell'altrui persona". Si tratta di un reato che tutela la pubblica fede e l'affidabilità dei rapporti tra cittadini e istituzioni. Nel caso specifico, i reati sono stati commessi nel territorio delle Terre d'Argine, coinvolgendo anche la città di Carpi, e testimoniano un fenomeno ricorrente legato ai tentativi di eludere l'identificazione da parte delle forze dell'ordine.

Detenzione e prospettive future

Il cittadino tunisino è stato associato alla Casa Circondariale Sant'Anna di Modena, dove sconterà la pena detentiva. Al termine del periodo di reclusione, la sua posizione amministrativa sul territorio nazionale sarà sottoposta al vaglio dell'Ufficio Immigrazione della Questura, che valuterà eventuali provvedimenti relativi al permesso di soggiorno.

Il contesto dell'operazione

L'arresto si inserisce nell'attività quotidiana di controllo del territorio svolta dalle forze dell'ordine modenesi, che attraverso verifiche sistematiche riescono a individuare soggetti ricercati dalla giustizia. L'efficacia di questi controlli dimostra l'importanza del coordinamento tra le diverse autorità giudiziarie e l'aggiornamento costante delle banche dati utilizzate dalle forze di polizia. La vicenda evidenzia anche come i reati legati alla falsa identità abbiano spesso conseguenze a lungo termine, con ordini di carcerazione che possono essere eseguiti anche a distanza di anni dalla commissione del fatto.
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