Villa Cuoghi si prepara ad accogliere una storia che sa di polvere di Kabul e di speranza. Domenica 29 marzo alle 17:00, nell'ambito dell'ormai consolidata rassegna "Il Tè delle 5", arriva a Fiorano Modenese un racconto che fa riflettere: quello di Saliha Sultan e del suo libro "La bambina di Kabul".
Una storia tra due mondi
Non è la solita presentazione letteraria che si limita a sfogliare pagine. Qui si parla di vita vera, di quella che ti cambia per sempre. Saliha Sultan racconterà la sua infanzia in un Afghanistan dove essere donna significava rinunciare ai sogni, e il suo percorso di rinascita in un paese che le ha permesso di ritrovare la voce. Un dialogo intenso quello che l'autrice terrà con Giovanna Ferrari, arricchito dalle suggestive percussioni di Giovanni Pietri. Non mancheranno le letture di Maria Giovannelli e Laura Guerrini, mentre la presentazione sarà curata da Tina de Falco.
L'ottava edizione che non delude
La rassegna "Il Tè delle 5", giunta alla sua ottava edizione, continua a dimostrare che a Fiorano la cultura non è solo un passatempo domenicale. L'associazione INarte, che dal territorio fioranese promuove arte contemporanea ed educazione culturale, ha scelto ancora una volta un libro che non lascia indifferenti. Dopo il precedente appuntamento con "Fragilità allo specchio", l'attenzione si sposta su una testimonianza che tocca temi universali: la libertà negata, l'identità spezzata e ricostruita, il coraggio di essere se stessi nonostante tutto.
Informazioni pratiche
L'appuntamento è per domenica 29 marzo alle ore 17:00 presso Villa Cuoghi a Fiorano Modenese. L'ingresso è gratuito, perché la cultura deve essere accessibile a tutti. Al termine dell'incontro, come da tradizione della rassegna, verrà offerto un tè. Un momento di convivialità che trasforma una semplice presentazione in un'occasione di confronto e dialogo, dove le storie dei libri incontrano quelle delle persone. Un pomeriggio che promette di lasciare il segno, in una Villa Cuoghi che continua a essere punto di riferimento per chi crede che la cultura sia il miglior antidoto all'indifferenza.