Cambio di guardia in Lapam


Cambio di guardia in Lapam

Un vento di novità soffia sulla sede carpigiana di Lapam Confartigianato: Mauro Mingotti ha preso le redini dell'ufficio, subentrando a Roberto Prearo che si appresta a godersi un meritato ripensionamento. Un passaggio di testimone che arriva in un momento particolare per il tessuto economico della nostra città, tra sfide da affrontare e opportunità da cogliere.

Il nuovo volto dell'associazione

Mingotti non è certo uno sconosciuto nel mondo associativo. Alle spalle ha anni di esperienza come responsabile di diverse sedi e un ruolo di primo piano nell'Area Consulenza Aziendale della sede centrale. Insomma, sa bene come muoversi tra le pieghe della burocrazia e le esigenze concrete degli imprenditori carpigiani. Il neo-responsabile non si è fatto attendere con le dichiarazioni d'intenti: "Carpi è una città viva e importante per tutta la provincia", ha sottolineato, mettendo subito l'accento su quello che tutti sappiamo essere il nostro fiore all'occhiello: il distretto della moda. Quel distretto che il mondo ci invidia e che genera un export di oltre 7 miliardi di euro all'anno a livello regionale, anche se nel 2023 ha mostrato qualche segno di cedimento con un calo del 32% per i prodotti made in Modena.

I numeri che raccontano Carpi

L'insediamento del nuovo responsabile è stata l'occasione per fare il punto sulla situazione economica cittadina. I dati dell'ufficio studi Lapam disegnano un quadro a luci e ombre che merita attenzione. Al 30 settembre 2025 sono 6.775 le imprese attive nel nostro comune, di cui 2.146 artigiane - praticamente una su tre, per la precisione il 31,7%. Un piccolo segnale positivo: rispetto al 2024 c'è stato un incremento dello 0,5%. Ma se allarghiamo lo sguardo al lungo periodo, dal 2007 al 2025, il bilancio è meno roseo: 510 imprese in meno, un calo del 7%. Ancora più preoccupante il dato sull'artigianato, che nello stesso periodo ha perso il 16,7%.

L'imprenditoria al femminile e straniera

Non tutto è grigio nel panorama carpigiano. Le 1.595 imprese gestite da donne rappresentano il 23,5% del totale, con l'artigianato che pesa per il 32,4% dell'imprenditoria femminile. Interessante anche il contributo dell'imprenditoria straniera: 1.298 aziende (19,2% del totale) dove l'artigianato fa la parte del leone con il 55,7%. Più faticoso invece il ricambio generazionale: solo 583 imprese sono gestite da under 35, appena l'8,6% del totale. Un dato che dovrebbe far riflettere su come attrarre i giovani verso l'imprenditoria.

Le parole della presidente

Elisabetta Goldoni, presidente di Lapam Confartigianato Carpi eletta durante il XXII Congresso di fine 2025, ha le idee chiare: "Dobbiamo continuare a stimolare la promozione della cultura del lavoro autonomo". Un obiettivo che passa attraverso le testimonianze degli imprenditori nelle scuole e il dialogo costante con le istituzioni. La strada tracciata sembra quella giusta: portare i protagonisti del successo imprenditoriale carpigiano tra i banchi di scuola, far toccare con mano ai ragazzi che l'impresa non è solo teoria ma passione, sudore e soddisfazioni concrete.

Una città che non si arrende

Carpi ha sempre saputo reinventarsi, dalla ricostruzione post-sisma alla capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato. Il distretto della moda, pur attraversando momenti difficili, resta una delle punte di diamante del Made in Italy. I servizi alle imprese, il commercio e le costruzioni continuano a rappresentare i macrosettori di maggior concentrazione imprenditoriale. Il cambio di guardia in Lapam arriva quindi in un momento cruciale: serve chi sappia dialogare con le istituzioni, interpretare i bisogni del territorio e accompagnare le imprese nelle sfide del futuro. Mingotti sembra avere tutte le carte in regola per raccogliere l'eredità di Prearo e guidare l'associazione verso nuove sfide. Perché Carpi, come sempre, non ha intenzione di arrendersi.

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