La piccola
Emilia Levi aveva solo tre anni quando fu assassinata ad Auschwitz nel febbraio del 1944. La sua storia, immortalata nelle pagine di
Primo Levi in "Se questo è un uomo", diventa oggi strumento di memoria e insegnamento a
Campogalliano, che dal 26 gennaio al 1 febbraio propone un ricco calendario di iniziative per il Giorno della Memoria.
Un programma che unisce storia e presente
L'Amministrazione comunale, in collaborazione con l'Istituto comprensivo
San Giovanni Bosco e l'
Istituto storico di Modena, ha costruito un percorso che non si limita alla commemorazione, ma invita alla riflessione critica sui genocidi e le persecuzioni del nostro tempo. Si inizia lunedì 26 gennaio alle 18 al Centro sociale "La Quercia" con l'incontro "Il peso delle memorie: Shoah, Nakba, antisemitismo e apartheid tra storia e dibattito".
Daniel Degli Esposti guiderà questo confronto coraggioso che collega la memoria della Shoah alle altre tragedie del Novecento e alle discriminazioni contemporanee. Un approccio che, pur nel rispetto della specificità dell'Olocausto, non teme di affrontare i nodi irrisolti del nostro presente.
I ragazzi protagonisti della memoria
Venerdì 30 gennaio sarà la giornata dedicata alle nuove generazioni. Alle 9, nella sala Montagnola,
Monica Morini e
Bernardino Bonzani presenteranno "Vivere ancora. Voci dal filo spinato", uno spettacolo rivolto alle classi terze delle medie ma aperto a tutti i cittadini. Il teatro diventa così veicolo di memoria, capace di toccare le corde dell'emozione là dove la pura informazione non arriva. Alle 11.30, nell'aula magna della scuola San Giovanni Bosco, si terrà la presentazione del progetto "Le mille Emilia", basato sull'albo illustrato "
Emilia Levi, fiore di speranza" di
Marzia Lodi. Questo libro, pensato per i bambini della primaria e i ragazzi delle medie, racconta la storia della piccola
Emilia Levi, quella stessa bambina "curiosa, ambiziosa, allegra e intelligente" di cui scrisse Primo Levi, strappata alla vita dai nazisti per il solo fatto di essere nata ebrea.
L'arte dei piccoli testimoni
Durante l'evento sarà esposto l'elaborato realizzato dai bambini delle quinte della scuola primaria
Guglielmo Marconi. Questi giovani artisti, attraverso i loro lavori, dimostrano come la memoria possa essere trasmessa anche attraverso il linguaggio dell'arte e della creatività infantile. A seguire, l'inaugurazione della mostra fotografica "Colmar e Strasburgo" di
Mirko Losavio, che documenta il viaggio della Memoria 2025, organizzato dalla Biblioteca comunale e dall'Istituto storico modenese. Le immagini dei luoghi della deportazione in Alsazia diventano ponte tra passato e presente, ricordandoci che la memoria ha bisogno di luoghi fisici per radicarsi nell'anima.
La forza della narrazione
Il programma si conclude domenica 1° febbraio alle 18 all'oratorio San Rocco, dove il narratore
Simone Maretti leggerà alcune pagine de "L'amico ritrovato" di
Fred Uhlman. Questo capolavoro, che racconta l'amicizia spezzata dal nazismo tra due adolescenti, ci ricorda come la Shoah non abbia distrutto solo vite, ma anche relazioni, sogni, futuro. L'evento è gratuito, ma la prenotazione è consigliata (059-526176 o biblioteca@comune.campogalliano.mo.it). Un piccolo gesto organizzativo che testimonia l'attenzione con cui la comunità si prepara ad accogliere questi momenti di riflessione.
La memoria che non si accontenta
Quello che colpisce nel programma di Campogalliano è il rifiuto della retorica fine a se stessa. Non ci si accontenta di ricordare: si vuole capire. Non ci si limita al passato: si interroga il presente. È un approccio maturo, che onora la memoria delle vittime non con lacrime di circostanza, ma con la fatica del pensiero critico. In tempi in cui l'antisemitismo torna a serpeggiare in Europa e nel mondo, iniziative come queste assumono un valore particolare. Perché la memoria, se vuole essere davvero efficace, non può essere solo commemorazione: deve diventare vaccino contro l'indifferenza e la barbarie di ogni tempo.