Il Comune di Carpi si prepara a rivoluzionare la gestione dello sport cittadino. Venti impianti sportivi di proprietà comunale saranno affidati tramite bandi pubblici esclusivamente ad associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro. Una decisione che conferma la strategia avviata nel 2025 dall'amministrazione carpigiana.
Una scelta strategica per lo sport locale
L'assessora allo Sport Mariella Lugli ha presentato alla giunta le nuove linee di indirizzo per il 2026, elaborate in collaborazione con la Consulta dello Sport. La decisione di escludere soggetti con finalità commerciali rappresenta una svolta significativa nella politica sportiva locale, privilegiando la qualità del progetto sportivo rispetto al profitto. La formula si è dimostrata più efficiente della gestione diretta comunale, garantendo maggiore flessibilità operativa e capacità di risposta alle esigenze del territorio. Un approccio pragmatico che punta sulla specializzazione delle realtà sportive locali.
Gli impianti coinvolti nel piano
La strategia coinvolge quattro diverse categorie di strutture sportive:
Campi da calcio comunali
Sei impianti di proprietà del Comune: Santa Croce, Cremaschi, Gargallo, Cortile, Zaccarelli e Fontana.
Palestre scolastiche comunali
Cinque strutture gestite dal Comune o dall'Unione Terre d'Argine: Guido Fassi, Vincisport, Pio, Colonnello Lugli e Hack.
Palestre provinciali
Quattro impianti della Provincia di Modena, inclusi il Palazzetto dello sport, la palestra del Da Vinci e le due strutture del Fanti.
Impianti specializzati
Cinque strutture particolari: la palestra del seminario vescovile, l'impianto di motocross, le strutture per baseball e beach volley, e il campo polivalente coperto Ciccio Silingardi.
Requisiti e criteri di selezione
Per accedere agli affidamenti, le associazioni devono essere riconosciute dal CONI e iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (Rasd). Elemento fondamentale è l'adesione alla Carta etica dello sport, garantendo trasparenza e correttezza nella gestione. La selezione avverrà attraverso bandi specifici per ogni impianto, valutando non solo la capacità gestionale ma soprattutto la qualità del progetto sportivo presentato dalle organizzazioni candidate.
Responsabilità e opportunità per i gestori
I nuovi affidamenti, della durata fino a dieci anni, impongono precise responsabilità sociali. I gestori dovranno promuovere lo sport per tutta la cittadinanza, con particolare attenzione ad anziani e persone con disabilità. Un elemento innovativo è la riserva del 30% delle ore settimanali per l'utilizzo da parte di terzi, elevabile al 50% per gestori di più strutture. Il Comune mantiene inoltre alcune giornate per attività istituzionali.
Prospettive di riqualificazione
Le linee guida aprono interessanti scenari per il futuro dello sport carpigiano. Le società potranno presentare proposte di rigenerazione e ammodernamento degli impianti, valutate in ottica di partenariato pubblico-privato. I progetti dovranno puntare sull'efficientamento energetico, la riqualificazione edilizia e l'ammodernamento tecnologico, preparando le strutture alle esigenze contemporanee e future.
Un modello replicabile
La strategia carpigiana rappresenta un modello interessante per altri comuni. Privilegiare l'aspetto sociale e sportivo rispetto al mero profitto economico può generare benefici duraturi per la comunità, creando un circolo virtuoso tra amministrazione pubblica e movimento sportivo locale. Con scadenze fissate per giugno, il nuovo sistema sarà presto operativo, segnando una fase importante per lo sviluppo dello sport a Carpi.