Il prossimo 7 aprile, Carpi si prepara a commemorare una data storica fondamentale: l'80° anniversario del primo Consiglio comunale democratico, insediato il 6 aprile 1946 dopo le prime elezioni libere del dopoguerra. Una giornata che segnò non solo la rinascita democratica della città, ma anche l'ingresso delle donne nella vita politica locale.
Le prime elezioni democratiche del 1946
Il 24 marzo 1946 rappresentò una data spartiacque nella storia di Carpi. Per la prima volta dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale, i cittadini carpigiani tornarono alle urne in elezioni completamente libere. Ma la vera novità fu che quelle amministrative furono le prime elezioni a suffragio universale in cui alle donne venne concesso di votare e di essere elette. I risultati elettorali rispecchiarono il clima politico dell'epoca: la sinistra ottenne una netta affermazione con il Partito Comunista Italiano al 63,6%, il Partito Socialista al 17,9%, mentre la Democrazia Cristiana raccolse il 18,3% dei consensi. Un dato che avrebbe caratterizzato il sistema politico carpigiano per tutto il secondo dopoguerra, inserendo Carpi pienamente nel contesto emiliano-romagnolo dove si affermò l'egemonia della sinistra comunista.
Una sola donna in Consiglio
Il nuovo Consiglio comunale, composto da quaranta consiglieri, vedeva sedere 39 uomini e un'unica donna: Maria Podestà Cabassi, moglie di Emilio Cabassi, presidente democristiano del Comitato di Liberazione Nazionale di Carpi, ma eletta come indipendente. Un dato che confermava il quadro nazionale: nonostante il diritto di voto appena conquistato, la presenza femminile nei consigli comunali dell'Italia democratica rimaneva ancora marginale, con appena 8 donne candidate su 125 in tutte le liste (6,4%). Il 6 aprile 1946 il nuovo Consiglio si riunì per la prima volta e nominò sindaco Bruno Losi, già sindaco della Liberazione, che avrebbe governato la città fino al 1970, attraversando un quarto di secolo di trasformazioni sociali ed economiche.
La commemorazione dell'anniversario
Martedì 7 aprile 2026, dalle ore 18, Carpi celebrerà questo importante anniversario con una seduta straordinaria del Consiglio comunale. La scelta della data non è casuale: quest'anno il 6 aprile cade di lunedì di Pasqua, giorno festivo. La cerimonia si aprirà con un momento speciale dedicato al Consiglio dei ragazzi: dopo i saluti istituzionali del presidente Andrea Artioli, Rita Andreoli presenterà il Consiglio dei ragazzi e una rappresentanza dei giovani consiglieri prenderà la parola, creando un ponte simbolico tra la democrazia di ieri e quella di domani.
L'intervento della storica
Momento centrale della commemorazione sarà l'intervento di Metella Montanari, direttrice dell'Istituto storico di Modena dal 2017. La dottoressa Montanari, laureata in Filosofia e specializzata nella catalogazione di archivi storici, dal 2017 è anche Segretario nazionale del coordinamento responsabili scientifici degli istituti storici della Resistenza della rete nazionale Parri. La sua presenza garantirà un inquadramento storico autorevole di quella stagione fondativa della democrazia locale.
Una seduta con valore simbolico
La cerimonia si concluderà con gli interventi dei consiglieri e le conclusioni del sindaco Riccardo Righi. Alle 20, indicativamente, inizierà il Consiglio ordinario che affronterà due delibere, la prima delle quali riguarda la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini – un atto dal forte valore simbolico che chiude definitivamente i conti con il passato fascista. L'intera seduta sarà trasmessa in diretta streaming dal canale YouTube del Comune di Carpi, permettendo a tutti i cittadini di partecipare virtualmente a questo momento di memoria collettiva. Un modo moderno per ricordare come la democrazia, conquistata 80 anni fa con fatica e sacrifici, debba essere costantemente coltivata e protetta.