Il sabato mattina che ha scosso la sanità locale. Piazza Martiri, banchetti di
Fratelli d'Italia e una petizione che ha fatto centro nel cuore dei carpigiani: "La Radioterapia non può mancare nel nuovo ospedale". In appena due ore,
150 cittadini hanno preso la penna per dire la loro su una questione che tocca da vicino le famiglie della nostra città.
La preoccupazione cresce tra i cittadini
La mobilitazione di sabato 7 febbraio non è arrivata dal nulla. Dietro quelle firme c'è l'ansia di chi ha già vissuto sulla propria pelle o su quella dei propri cari il calvario oncologico.
"Abbiamo raccolto testimonianze di persone che hanno usufruito dell'attuale servizio", spiegano dal partito di
Giorgia Meloni. E queste voci parlano chiaro: senza radioterapia a Carpi, i pazienti dovranno fare i bagagli e andare altrove.
Il nodo del nuovo ospedale
Al centro della controversia c'è l'Avviso per la raccolta di manifestazioni di interesse per il futuro nosocomio carpigiano. Un documento che, secondo
Fratelli d'Italia, non garantisce la presenza della
radioterapia oncologica nella struttura che dovrebbe vedere la luce nel
2034. Una data che può sembrare lontana, ma che preoccupa già oggi chi sa quanto sia fondamentale questo presidio sanitario. La radioterapia non è un optional: è spesso
"indispensabile nei protocolli di trattamento oncologico moderni", come sottolineano i promotori della petizione.
La replica dell'AUSL: tecnologie in evoluzione
Non si è fatta attendere la risposta del
Direttore generale dell'AUSL di Modena, Mattia Altini. La sua posizione, espressa nei giorni scorsi, punta su un ragionamento che guarda al futuro: le tecnologie per la radioterapia sono in rapida evoluzione e quello che oggi richiede bunker e strutture pesanti, domani potrebbe essere sostituito da soluzioni più flessibili, magari
"portando l'emissione delle radiazioni al letto del paziente". Un approccio che suona innovativo ma che non convince chi ha paura di restare scoperto nell'immediato. L'azienda sanitaria ha ribadito che l'Avviso non contiene
"indicazioni troppo stringenti" per il destino della disciplina, lasciando spazio alle
"dinamiche evolutive" che caratterizzano questo settore.
L'appello alle istituzioni
"Si può ancora rimediare": è questo il messaggio che
Fratelli d'Italia lancia alle istituzioni. L'invito è rivolto sia alla direzione sanitaria provinciale che all'amministrazione comunale, con un appello particolare al
sindaco perché non si perda tempo in un
"momento decisivo". La richiesta è netta: la radioterapia
"può e deve essere inserita nei servizi e reparti previsti nel nuovo progetto dell'ospedale". Altrimenti, avvertono,
"tirarsi indietro o agire nella totale indifferenza potrebbe essere deleterio per il futuro della sanità carpigiana".
Tra presente e futuro: il dilemma della sanità locale
La questione tocca un nervo scoperto della sanità del territorio. Da una parte, c'è chi guarda alle innovazioni tecnologiche come opportunità per ripensare i modelli di cura. Dall'altra, c'è la preoccupazione concreta di chi non vuole perdere servizi essenziali, soprattutto in un momento in cui la sanità pubblica è sotto pressione. Le
150 firme raccolte in due ore raccontano di una comunità che non vuole essere spettatrice passiva delle decisioni che riguardano la sua salute. E forse è proprio questo il messaggio più forte che arriva da quella mattinata di sabato: i carpigiani vogliono avere voce in capitolo sul loro futuro sanitario, senza accontentarsi di promesse tecnologiche che potrebbero non materializzarsi mai.