Una poltrona vuota da sei mesi non è solo un posto in meno in Giunta. È un pezzo di città che rischia di rimanere indietro. Da quando
Alessandro Di Loreto ha lasciato l'incarico di assessore lo scorso luglio, travolto dal caso AMo che ha fatto tremare il Pd modenese, il sindaco
Riccardo Righi si ritrova a destreggiarsi tra le proprie responsabilità e quelle che erano del suo ex collaboratore.
Il caso Di Loreto e le deleghe orfane
Il 10 luglio 2025
Di Loreto ha rassegnato dimissioni irrevocabili, consapevole che la sua precedente esperienza come direttore generale di AMo - l'agenzia finita sotto la lente degli inquirenti per un ammanco di mezzo milione di euro - rendeva la sua posizione insostenibile. Con lui se n'è andato un pezzo importante dell'amministrazione: le deleghe a Urbanistica e Rigenerazione urbana, Edilizia privata, Nuove mobilità e Trasporto pubblico, Smart City e Innovazione digitale. Settori strategici che
Righi ha dovuto temporaneamente prendere in carico, nella speranza di trovare presto un sostituto all'altezza. Ma i mesi sono passati e quella poltrona resta vuota.
L'opposizione alza la voce
Ed è qui che entra in scena
Fratelli d'Italia, con le consigliere
Federica Boccaletti (vicepresidente del Consiglio) e
Federica Carletti (presidente cittadino del partito) che hanno presentato una mozione per spingere il sindaco a muoversi. Il messaggio è chiaro: basta con l'interim, Carpi ha bisogno di un assessore dedicato. "
Il Sindaco con l'interim non può fare tutto", sottolinea
Boccaletti, evidenziando come un primo cittadino già oberato di responsabilità rischi di non riuscire a gestire efficacemente anche settori così complessi. "
La persistente mancanza di una persona specifica per l'incarico rischia di creare difficoltà organizzative agli uffici comunali", rincara
Carletti.
Una questione di governance
Al di là delle schermaglie politiche, la questione sollevata dall'opposizione tocca un nervo scoperto dell'amministrazione carpigiana. Urbanistica, mobilità e innovazione digitale non sono materie che si possono gestire con il pilota automatico. Richiedono presenza costante, competenze specifiche e soprattutto una visione strategica per il futuro della città. Il rischio, come fanno notare le esponenti di
Fratelli d'Italia, è che i procedimenti si rallentino, che i progetti restino nei cassetti e che Carpi perda occasioni importanti per il suo sviluppo. In un momento storico in cui le città devono correre per non rimanere indietro, sei mesi di vuoto amministrativo potrebbero pesare più di quanto sembri.
Il sindaco cerca il nome giusto
Dopo il caso
Di Loreto, serve una figura che unisca competenza tecnica e trasparenza. Ma il tempo stringe e la pressione dell'opposizione cresce. La mozione di
Fratelli d'Italia chiede "
un Assessore con adeguata esperienza professionale e competenze tecniche", in grado di dare "
risposte concrete e tempestive alle esigenze del territorio". Un profilo che, probabilmente, non è ancora stato individuato o convinto ad accettare l'incarico. Resta da vedere se questa sollecitazione formale darà la spinta decisiva al sindaco per chiudere una partita che si trascina ormai da troppo tempo. Perché una città che vuole crescere non può permettersi poltrone vuote nei settori chiave del suo futuro.