Il pallone, si sa, non legge le liste dei convocati: le subisce. E quella diramata dalla AC Carpi al termine della seduta di venerdì, firmata da mister Stefano Cassani, racconta già mezza partita prima che l'arbitro porti il fischietto alle labbra. Avversario il Lumezzane, decima giornata di Serie C Sky Wifi, campo lo stadio Sandro Cabassi, sabato 17 ottobre con fischio d'inizio alle 14:30.
Chi c'è
Ventidue nomi, equilibrati come una bicicletta ben tarata, metafora che a casa Cassani non suona affatto peregrina visto il cognome di famiglia. Tra i pali tre opzioni: Alessandro Scacchetti, Alex Perta e Tito Gasperini. In difesa il reparto più affollato, con Mattia Maggio, Davide Zagnoni, Tommaso Cecotti, Luca Nesi, Lorenzo Lombardi, Fabio Desole, Giovanni Vaglica, Niccolò Giva e Iacopo Viti: nove uomini per presidiare il fortino, segno che le rotazioni sul fondo campo non mancheranno.
A centrocampo Cassani può contare su Matteo Figoli, Andrea Astrologo, Niccolò Bagatti, Federico Casarini, Filippo Puletto e Marco Forapani, mezzala e regia a seconda di come si vorrà impostare la manovra. Davanti quattro bocche da fuoco: Martin Montipò, Tommaso Carcani, Abdoulaye Sall e Vincenzo Vitale.
Chi non c'è
Squalificato Matteo Rossini, assenza pesante perché arriva per via disciplinare e non per acciacco. L'infermeria trattiene invece Riccardo Gatti, Leonardo Morosini, Rodrick Tcheuna e Leonardo Zarpellon. Quattro indisponibili più uno squalificato sono un fardello che qualunque allenatore preferirebbe lasciare al vicino di casa, e che impone qualche adattamento nelle gerarchie.
Il contesto
Cassani, figlio d'arte del ciclismo, è sulla panchina biancorossa dal giugno 2025 e alla vigilia della sua prima stagione in Serie C aveva messo le cose in chiaro: "Vogliamo la salvezza il prima possibile, conosciamo il nostro valore". Un modo asciutto, molto emiliano, di dire che si lavora, si pedala e non si guarda troppo in alto.
Il Cabassi, per un pomeriggio di metà ottobre, torna a essere quel che è sempre stato nelle giornate che contano: una piazza con il tetto aperto, dove il tifo carpigiano si fa sentire anche quando la classifica non invita alle feste. Ventidue convocati, undici che partiranno, e una città che aspetta.