Il Carpi "Mai Soli": quando il calcio batte la solitudine


Il Carpi "Mai Soli": quando il calcio batte la solitudine
Il calcio non è solo pallone che rotola sull'erba. Talvolta, e per fortuna sempre più spesso dalle nostre parti, diventa qualcosa di più nobile: un ponte verso chi ha più bisogno di compagnia. È questo lo spirito che anima "Mai Soli", la nuova iniziativa sociale dell'AC Carpi che ha mosso i primi passi proprio in questi giorni di gennaio.

Il primo passo verso gli anziani

La delegazione biancorossa non si è presentata con scarpini ai piedi e magliette sudate, ma con qualcosa di più prezioso: il tempo e l'attenzione. Marco Forapani, centrocampista che conosce bene l'arte del passaggio vincente, questa volta ha dovuto imparare un gioco diverso insieme a Viola Baisi, Responsabile Marketing del club. Destinazione: la Care Residence "Isa Bertolini", dove gli ospiti attendevano una visita speciale. Non si trattava di firmare autografi o scattare foto di rito, ma di condividere un pomeriggio fatto di sorrisi genuini e quella leggerezza che spesso manca nelle giornate di gennaio.

Il gioco che unisce generazioni

Tra le attività della giornata, il Gioco dell'Oca a domande ha saputo creare quell'alchimia particolare che nasce quando si abbattono le barriere generazionali. Da una parte giovani calciatori e organizzatori, dall'altra persone che di vita ne hanno vista parecchia: il risultato è stato uno scambio autentico, dove le risposte contavano meno delle risate condivise. La collaborazione con i ragazzi di Locura Events conferma come a Carpi si sappia fare squadra anche fuori dal rettangolo verde, unendo competenze diverse per un obiettivo comune.

Oltre l'isolamento fisico

Il progetto "Mai Soli" nasce da una consapevolezza che fa onore alla sensibilità carpigiana: la solitudine di oggi non è più solo quella dell'anziano che vive da solo. È un fenomeno che assume forme diverse - emotiva, relazionale, digitale - e può colpire chiunque, anche chi vive circondato da persone. Come dimostra una recente iniziativa simile che ha coinvolto studenti e anziani nella nostra provincia, il tema della solitudine sta finalmente trovando l'attenzione che merita, con il calcio e lo sport che si fanno promotori di iniziative concrete.

L'impegno che fa la differenza

Quello che colpisce di questa iniziativa è la semplicità del gesto e la profondità del messaggio. L'AC Carpi ribadisce così un principio che dovrebbe guidare ogni società sportiva che si rispetti: essere presenti nel territorio non solo la domenica allo stadio, ma tutti i giorni, là dove serve davvero. "Nessuno deve sentirsi invisibile" - questo il motto che accompagna il progetto, parole che suonano come una promessa fatta alla città. Una promessa che, se mantenuta con la stessa dedizione mostrata in questa prima tappa, potrà davvero fare la differenza nella vita di molte persone. Perché alla fine, il calcio più bello non è quello che si gioca solo sui campi verdi, ma quello che sa entrare nel cuore della comunità e ricordare che, insieme, si vince sempre.
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