Carpi ricorda don Ivo Silingardi: dieci anni dopo, la memoria del prete della Resistenza


Carpi ricorda don Ivo Silingardi: dieci anni dopo, la memoria del prete della Resistenza

Un anniversario che unisce la comunità

A dieci anni dalla scomparsa, don Ivo Silingardi torna ad essere protagonista della vita carpigiana. La Cooperativa Sociale Nazareno ha organizzato per mercoledì 25 marzo una messa in suffragio che si preannuncia come un momento di forte partecipazione cittadina. L'appuntamento è alle 19 nella chiesa di Santa Maria Madonna dell'Aiuto a Santa Croce, dove a presiedere la celebrazione sarà monsignor Douglas Regattieri, vescovo emerito di Cesena-Sarsina. La scelta di affidare la celebrazione a monsignor Regattieri - nato proprio a Concordia sulla Secchia nella diocesi di Carpi e ordinato sacerdote nel 1973 - sottolinea il legame profondo tra don Ivo e il territorio modenese che lo ha visto crescere e operare.

Il prete partigiano che cambiò Carpi

Don Ivo Silingardi non è stato solo un sacerdote: è stata una figura che ha attraversato la grande storia del Novecento lasciando segni indelebili. Nato a Modena nel 1920, ha vissuto la Resistenza in prima persona, collaborando con le Brigate Italia a fianco di don Zeno Saltini. Arrestato nel settembre 1944 dalle brigate nere insieme ad altri sacerdoti e una ventina di partigiani, trascorse otto mesi in carcere tra Mirandola e Bologna, in attesa della fucilazione. La liberazione alla fine della guerra gli rivelò una tragedia personale: il suo amico don Elio Monari, arrestato con lui, era stato barbaramente ucciso. Un dolore che segnò profondamente il suo ministero successivo, orientandolo verso chi aveva più bisogno di aiuto.

L'eredità che continua a vivere

Nel dopoguerra don Ivo divenne un autentico costruttore di futuro per Carpi. La sua visione si concretizzò nella fondazione del CFP Nazareno e della Cooperativa Nazareno, istituzioni che ancora oggi rappresentano punti di riferimento per l'accoglienza dei giovani in difficoltà e delle persone con disabilità. La scuola alberghiera che fondò negli anni Cinquanta divenne una delle più apprezzate d'Italia, mentre il centro Kennedy e la palestra omonima completarono un progetto di crescita sociale che abbracciava sport, formazione e solidarietà.

"Cristo è sempre stato mio amico"

Il testamento spirituale di un uomo di fede

Le parole che don Ivo lasciò nel suo testamento spirituale rivelano la radice profonda del suo impegno sociale: «Cristo è sempre stato mio amico, sempre presente, il più grande amico della mia vita, che io ringrazio per avermi chiamato al sacerdozio». Una fede incrollabile che si trasformava quotidianamente in opere concrete, in un "fare" che non separava mai la dimensione spirituale da quella civile. Quando si spense il 26 marzo 2016 all'età di 95 anni, l'allora sindaco Alberto Bellelli lo definì «un protagonista della vita della città dal dopoguerra ad oggi». Una definizione che la commemorazione di mercoledì conferma: don Ivo continua a essere presente nella vita di Carpi attraverso le opere che portano il suo nome.

Un invito aperto a tutta la città

L'appuntamento di mercoledì 25 marzo rappresenta molto più di una semplice messa commemorativa. È un'occasione per la comunità carpigiana di ritrovarsi attorno alla memoria di chi ha saputo trasformare la fede in servizio concreto verso i più fragili. La Cooperativa Sociale Nazareno invita non solo chi ha conosciuto personalmente don Ivo, ma tutti coloro che oggi incontrano il suo spirito attraverso le strutture e i servizi che continuano la sua missione. Sarà un momento per testimoniare insieme come una fede autentica possa continuare a illuminare il presente, anche a dieci anni di distanza.

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