Nel weekend dell'8 marzo, mentre tutto il mondo celebra la Giornata Internazionale della Donna, Carpi sceglie di onorare le sue figlie più coraggiose con un evento che va ben oltre la retorica: una mostra che racconta le storie di donne che hanno rischiato tutto per la libertà.
Una finestra sulla storia dimenticata
La Saletta della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi si trasforma in uno scrigno di memorie dal 7 all'8 marzo, ospitando "Donne decorate della Resistenza" e "Uomini in guerra 1943/1945". Un doppio sguardo sulla Resistenza italiana che il Circolo Ciro Menotti, insieme a ANB, ANPI e ANPPIA, ha voluto dedicare alla comunità carpigiana. La mostra non si limita a celebrare: racconta. E lo fa attraverso documenti, fotografie e testimonianze che riportano alla luce figure femminili troppo spesso relegate ai margini dei libri di storia. Donne che, tra il 1943 e il 1945, hanno dimostrato che il coraggio non ha genere e che la medaglia d'oro al valor militare può brillare anche su petti femminili.
Il peso di una medaglia, il valore di una storia
Secondo le ricerche storiche, solo una trentina di donne della Resistenza italiana ricevette le più alte decorazioni militari. Un numero che racconta quanto fosse difficile, per l'epoca, riconoscere il contributo femminile alla lotta di liberazione. Eppure, furono migliaia le staffette partigiane, le informatrici, le combattenti che operarono nell'ombra, spesso pagando con la vita la loro scelta di libertà. Carpi, con la sua storia segnata dall'occupazione nazifascista e dal campo di Fossoli, sa bene cosa significhi resistere. E questa mostra diventa un ponte tra passato and presente, un modo per non dimenticare chi ha reso possibile la democrazia di cui oggi godiamo.
Informazioni pratiche
Quando: Sabato 7 marzo dalle 9:00 alle 17:00, Domenica 8 marzo dalle 9:00 alle 17:00 Dove: Saletta Fondazione Cassa di Risparmio Carpi Quanto: Ingresso libero Chi organizza: Circolo Ciro Menotti con il sostegno di ANB, ANPI e ANPPIA Un weekend per scoprire che la storia ha molte più sfumature di quelle che ci hanno raccontato sui banchi di scuola. E che Carpi, ancora una volta, sa come trasformare la memoria in cultura accessibile a tutti.