Una città che cambia pelle
Giovedì scorso in Consiglio comunale si è parlato di numeri che raccontano una storia importante: quella di
Carpi che prova a ripensare la propria sicurezza. La
Polizia Locale delle Terre d'Argine ha presentato la relazione delle attività del 2025, e la fotografia che emerge è quella di una città in trasformazione, tra tecnologia e vecchi problemi che restano sul tavolo.
Meno multe, ma più controlli mirati
I numeri parlano chiaro:
16.651 violazioni accertate nel 2025, contro le
23.359 dell'anno precedente. Una diminuzione che ha una spiegazione tecnica precisa: gli
autovelox spenti e la nuova normativa che richiede la contestazione immediata per le infrazioni del photored. Ma attenzione a non cantare vittoria troppo presto. Mentre il totale delle multe scende, alcune categorie crescono in modo preoccupante. Le sanzioni per
divieti di sosta e circolazione balzano da 6.737 a
10.949. Aumentano anche quelle per il mancato uso delle cinture di sicurezza e per i
monopattini, questi piccoli mezzi che sembrano moltiplicarsi per le strade carpigiane come funghi dopo la pioggia.
La tecnologia al servizio della sicurezza
L'amministrazione ha deciso di investire sul futuro:
bodycam per gli agenti, un'
unità cinofila e soprattutto
droni e software con
intelligenza artificiale per ricostruire gli incidenti. Una piccola rivoluzione tecnologica che dovrebbe aiutare a capire meglio cosa succede sulle nostre strade. Gli agenti hanno svolto un lavoro certosino:
16.040 interventi delle pattuglie, oltre mille controlli del nucleo anti degrado, più di cinquecento presidi in centro storico. Cifre che raccontano di una presenza costante sul territorio, spesso invisibile ma fondamentale.
Il lato oscuro della strada
Ma è qui che la storia si complica. Gli incidenti diminuiscono leggermente: da
796 a 733 a Carpi, da 949 a 944 nell'intera Unione. Un dato che potrebbe sembrare incoraggiante, se non fosse per quello che viene dopo. I
feriti restano a livelli allarmanti e, peggio ancora, gli
incidenti mortali raddoppiano: da 2 a
4 a Carpi, da 5 a
7 nell'Unione. Quattro famiglie che nel 2025 hanno dovuto fare i conti con un dolore che non si dimentica, sette nell'intero territorio. Numeri che pesano come macigni.
La mappa del pericolo
La
Tangenziale Bruno Losi si conferma la strada più pericolosa con
62 incidenti, seguita da
via Nuova Ponente,
via Guastalla e
via Carlo Marx. Arterie che attraversano la vita quotidiana dei carpigiani e che sembrano trasformarsi troppo spesso in trappole mortali. Il problema di fondo resta sempre lo stesso: la
distrazione alla guida. Quel maledetto cellulare che squilla, vibra, ci chiama con le sue notifiche proprio mentre stiamo guidando. Il legislatore ha alzato le sanzioni, fino alla sospensione della patente, ma evidentemente non basta.
Quando la strada diventa far west
C'è un dato che fa riflettere più di tutti:
59 casi di comportamenti scorretti dopo un incidente. Fughe, omissioni di dati e, ancora più spesso, veicoli abbandonati in carreggiata. Come se dopo aver combinato un guaio, la soluzione fosse sparire nel nulla, lasciando agli altri il compito di sistemare.
Una comunità che non si arrende
Il bilancio finale restituisce l'immagine di una
Carpi che non si arrende. Una città che investe in tecnologie moderne, che potenzia i controlli, che prova a costruire una rete di prevenzione fatta non solo di telecamere e droni, ma anche di scuole, associazioni e cittadini che scelgono di non voltarsi dall'altra parte. Perché la sicurezza, alla fine, non si compra al supermercato della tecnologia. Si costruisce giorno dopo giorno, con la pazienza di chi sa che ogni vita salvata vale più di mille statistiche.