Carpi soffoca: smog fino a venerdì


Carpi soffoca: smog fino a venerdì
L'aria di Carpi continua a essere una compagna poco gradita. Fino a venerdì 16 gennaio compreso, la nostra città resta sotto scacco delle polveri sottili, con Arpae che ha confermato il bollino rosso e il mantenimento delle misure emergenziali contro lo smog. Una situazione che ormai conosciamo bene, ma che non smette di ricordarci quanto sia fragile l'equilibrio tra progresso e vivibilità.

Il blocco che blocca (quasi) tutto

Le misure emergenziali mettono al palo non solo i soliti noti - quei vecchi diesel che farebbero tossire anche un camino - ma stavolta tocca pure ai diesel Euro 5. Un colpo al cuore per molti carpigiani che pensavano di essersi messi al sicuro con un'auto "moderna". La matematica dello smog è impietosa: quando le PM10 superano i valori limite, tutti in panchina. Il coprifuoco automobilistico scatta dalle 8.30 alle 18.30 nell'area delimitata dalla tangenziale Losi, dalla strada provinciale 413, dalla tangenziale 12 luglio 1944 e da tutte quelle vie che ormai i carpigiani conoscono a memoria. Un perimetro che racchiude il cuore pulsante della città, trasformandolo in una zona protetta dalle quattro ruote più vecchie.

I parcheggi della salvezza

Per chi proprio non può fare a meno dell'auto, restano i parcheggi scambiatori: vere e proprie oasi per chi arriva da fuori. Da via Sigonio a via Ugo da Carpi, da via Peruzzi al piazzale Donatori di sangue, questi spazi diventano i terminali di una mobilità che deve necessariamente cambiare passo. Una lezione di pragmatismo che la pianura padana sta imparando a sue spese.

Non solo auto: il riscaldamento sotto controllo

Ma l'emergenza smog non guarda solo ai tubi di scappamento. In casa, negli uffici, nei negozi, il termostato non può superare i 19 gradi. Nei capannoni industriali e artigianali il limite scende a 17 gradi. Una temperature che farà discutere, soprattutto considerando che siamo in pieno inverno. Gli unici esentati sono ospedali, scuole e impianti sportivi - il buonsenso, almeno qui, prevale.

La dura realtà dei dati

La provincia di Modena non è nuova a queste emergenze. I controlli di Arpae avvengono ogni lunedì, mercoledì e venerdì, e quando i numeri delle PM10 sforano, scattano automaticamente le restrizioni. Un meccanismo che funziona come un semaforo: verde per la normalità, rosso per l'emergenza. Le combustioni all'aperto sono vietate (tranne i barbecue, concessione al pragmatismo culinario), così come lo spandimento di liquami zootecnici. Perfino le biomasse devono avere almeno 4 stelle di classificazione per poter essere utilizzate.

Una questione di prospettiva

Guardando questi provvedimenti, viene da chiedersi se stiamo curando i sintomi o la malattia. Le misure emergenziali sono necessarie, ma raccontano anche di una pianura che fatica a trovare un equilibrio sostenibile tra sviluppo economico e qualità dell'aria. I carpigiani, abituati a convivere con queste emergenze periodiche, sanno che ogni inverno porta con sé la stessa storia: aria ferma, inquinanti che si accumulano, provvedimenti che limitano la vita quotidiana. Una routine che dice molto sulla necessità di ripensare il nostro modo di muoverci e di riscaldarci. L'appuntamento è sempre lo stesso: venerdì, quando Arpae dirà se l'aria di Carpi potrà tornare a respirare liberamente o se dovremo aspettare ancora. Nel frattempo, la città continua la sua vita a passo ridotto, sperando in un po' di vento che spazzi via non solo lo smog, ma anche la rassegnazione.
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