Il Castello di Guiglia si prepara ad accogliere i visitatori per le Giornate FAI di Primavera 2026, il 21 e 22 marzo. Un'occasione irripetibile per scoprire uno dei gioielli medievali dell'Appennino modenese che, dopo decenni di chiusura, riapre le sue sale storiche al pubblico con una veste completamente rinnovata.
Un borgo tra passato e presente
Arroccato su un poggio che domina la valle del Panaro, il castello rappresenta da oltre mille anni il fulcro dell'abitato medievale di Guiglia. La sua posizione strategica, nel punto dove la valle si apre verso la pianura, non è casuale: già nel IX secolo qui transitava la via Romea, che collegava l'abbazia di Nonantola a quella appenninica di Fanano. Le ricerche storiche confermano che il primo nucleo fortificato risale all'XI secolo, quando serviva come difesa dalle invasioni ungare. Da allora, il castello ha attraversato secoli tempestosi: dalle lotte tra Modena e Bologna per il controllo dei valichi appenninici, alle dominazioni degli Este nel XIV secolo, fino alle trasformazioni moderne che lo hanno visto diventare albergo, rifugio per le opere della Galleria Estense durante la guerra e persino sede di un casinò nel dopoguerra.
Le meraviglie architettoniche da scoprire
Il complesso si sviluppa attorno al mastio trecentesco, trasformato nei secoli successivi dalla famiglia Montecuccoli Laderchi in elegante palazzo feudale. L'architettura rivela un'attenzione al dettaglio che stupisce: portali decorati d'accesso alla corte, tre maestose arcate ornate di stucchi e saloni con volte affrescate e camini in scagliola. Il pezzo forte è senza dubbio la "Sala degli Specchi", oggi utilizzata per eventi culturali, che conserva decorazioni di grande pregio nonostante i segni del tempo. La torre, recentemente restaurata, offre un panorama mozzafiato che spazia dall'Appennino alla Pianura Padana e ospitava un tempo le prigioni del paese.
Una rinascita guidata dalla comunità
Il FAI ha scelto Guiglia per valorizzare il lavoro straordinario della Pro Loco locale, che ha letteralmente riportato in vita questo patrimonio. Tra le novità più interessanti spicca la ricostruzione della "stanza di Ugolino da Guiglia" e un piccolo museo dedicato al Borlengo, specialità gastronomica che racconta la tradizione culinaria del territorio. Particolarmente suggestiva è l'installazione di un binocolo panoramico sulla torre, che permette ai visitatori di ammirare il paesaggio circostante con una prospettiva del tutto inedita.
Informazioni pratiche per la visita
Quando: Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 Orari: 9:00-17:00 (ultimo ingresso 16:30) Modalità: Visite guidate con donazione al FAI Accesso prioritario: Possessori tessera FAI o sottoscrizione in loco Le Giornate FAI rappresentano un'importante occasione di raccolta fondi per sostenere la missione della Fondazione. In caso di grande affluenza, l'ingresso potrebbe non essere garantito, quindi è consigliabile arrivare presto. Oltre al castello principale, sarà possibile visitare anche l'Oratorio della Madonnina seicentesco e la Torre dell'Orologio cinquecentesca, completando un percorso che attraversa cinque secoli di storia locale. Un'esperienza che unisce cultura, paesaggio e tradizioni gastronomiche, perfetta per riscoprire le radici del nostro territorio appenninico in una cornice di rara bellezza architettonica.