Al Cinema Raffaello un docufilm per dare voce alle donne cancellate dalla Storia


Al Cinema Raffaello un docufilm per dare voce alle donne cancellate dalla Storia

Un viaggio cinematografico di dieci anni attraverso le voci di Serena Dandini, Michela Murgia e Dacia Maraini, insieme a decine di altre esperte e studiose, per restituire dignità storica al contributo femminile alla civiltà occidentale. È questo il cuore di "Il filo perduto. Quando le donne non avevano voce", il docufilm che approda giovedì 26 marzo al Cinema Raffaello di Modena.

Un progetto decennale contro l'oblio

Il documentario nasce dall'incontro tra Alessandro Scillitani, regista, e Flavia Caporuscio, dottoressa di ricerca alla Sapienza di Roma. Un progetto ambizioso che ha richiesto dieci anni di lavoro per raccogliere testimonianze e interviste, con l'obiettivo di far emergere "l'altra metà della Storia" troppo spesso ignorata dalla narrazione ufficiale. L'opera si propone di contrastare il "modello androcratico imposto dalla cultura ufficiale" attraverso una narrazione corale che celebra non solo la resistenza femminile, ma anche pratiche apparentemente domestiche come la tessitura e il ricamo, rivalutate come vere e proprie forme di trasmissione culturale.

Il lenzuolo di Clelia Marchi apre la narrazione

Particolarmente suggestivo è il punto di partenza del documentario: la storia di Clelia Marchi, la contadina mantovana che alla morte del marito decise di raccontare la propria vita ricamando sul lenzuolo matrimoniale. Questo manufatto, oggi conservato presso l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, diventa simbolo di una "primigenia forma di scrittura autobiografica" che utilizza il tessuto per dare corpo a un testo vero e proprio.

Un cast di voci autorevoli

Il documentario presenta un mosaico di testimonianze che include oltre trenta intervistate, tra cui figurano nomi di spicco del panorama culturale italiano: dalla conduttrice Serena Dandini alla scrittrice Michela Murgia, dalla drammaturga Dacia Maraini alla storica Eva Cantarella, fino alla filosofa Luisa Muraro e alla regista Alina Marazzi.

L'evento al Cinema Raffaello

La proiezione di giovedì 26 marzo, con inizio alle ore 18.30, sarà preceduta da un confronto a tre voci tra il regista Alessandro Scillitani, Serena Ballista (presidente Udi Modena) e Mariacristina Soli (responsabile Coordinamento Donne Spi Cgil Modena). L'iniziativa è promossa da un ampio fronte di associazioni: ArtemiDeFilm, Udi, Cgil e Coordinamento Donne Spi Cgil Modena, con il patrocinio del Comune di Modena.

Informazioni pratiche per i cittadini

L'ingresso è previsto al prezzo ridotto di 8 euro. Un'opportunità particolare è riservata alle aderenti Udi e agli associati Cgil e Spi Cgil: 50 posti sono disponibili a condizioni agevolate, da ritirare entro le ore 18.10. Rimane comunque possibile l'accesso in base ai posti disponibili o attraverso prenotazione tramite i canali del Cinema Raffaello. L'evento rappresenta un'occasione per riflettere sul ruolo delle donne nella storia e per scoprire come il lavoro di ricercatrici e studiose stia contribuendo a riscrivere una narrazione più completa e inclusiva del nostro passato.

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