Il traguardo storico
CMB, la cooperativa di costruzioni che ha fatto di Carpi il suo quartier generale, ha toccato un traguardo che sa di storia: il
preconsuntivo 2025 si chiude con un fatturato di
un miliardo di euro. Un numero che fa tremare i muri, ma nel senso buono. Per una città come la nostra, che ha sempre saputo guardare lontano, vedere una delle sue creature industriali raggiungere simili vette fa un certo effetto.
La crescita che non si ferma
L'assemblea dei soci, riunitasi proprio qui a
Carpi venerdì 13 febbraio, ha approvato il budget 2026 che punta a stabilizzare il giro d'affari a
1.014 milioni di euro. Non male per un'impresa che nasce dalla tradizione cooperativa emiliana e che oggi si trova a giocare nella serie A delle costruzioni italiane.
Roberto Davoli, direttore generale dell'azienda, può guardare con soddisfazione ai numeri: la redditività è in continuo incremento, trainata principalmente dal comparto costruzioni. Un settore che, diciamocelo, non è sempre stato rose e fiori negli ultimi anni, ma che CMB ha saputo cavalcare con la saggezza di chi conosce il mestiere.
Cinquanta posti di lavoro in arrivo
Ma quello che più scalda il cuore di noi carpigiani è l'annuncio delle
50 nuove assunzioni previste per quest'anno. In tempi in cui il lavoro non è mai abbastanza, sentire che una nostra azienda cresce e assume fa piacere. CMB ha adottato quello che loro chiamano un "total reward system" - tradotto: sanno come tenere contenti i dipendenti, e questo si riflette sulle performance.
I cantieri che fanno parlare
I progetti in corso sono da far girare la testa: dall'
Ospedale IRCCS San Gerardo di Monza che sta per essere ultimato, al nuovo
Centro di Produzione Multimediale RAI a Milano, passando per le linee tranviarie di
Bologna e Firenze. E poi c'è il fiore all'occhiello: il
Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra e l'
Ospedale di Odense in Danimarca. Senza dimenticare il
WaltherPark di Bolzano, un intervento di riqualificazione del centro storico che dimostra come CMB sappia muoversi anche nel delicato settore del restauro urbano.
Una crescita con le radici
Quello che colpisce di questa storia è come una cooperativa nata dalle nostre parti sia riuscita a competere sui palcoscenici internazionali senza perdere l'anima.
Simone Gamberini di Legacoop,
Gianmaria Balducci di Legacoop Produzione e Servizi, e
Adriana Zagarese del Consorzio Integra erano presenti all'assemblea - segno che il movimento cooperativo crede in questo progetto. La sfida ora è mantenere questo ritmo di crescita senza perdere di vista i valori che hanno reso grande CMB. Un miliardo di fatturato fa impressione, ma la vera ricchezza di un'impresa si misura dalla sua capacità di creare lavoro e valore per il territorio. E da questo punto di vista, i segnali sembrano più che positivi. CMB dimostra che da Carpi si può guardare al mondo senza dimenticare da dove si viene. E questo, in tempi di globalizzazione selvaggia, non è poco.