La solidarietà non ha bisogno di grandi proclami, basta un gesto semplice che sa di concreto. È quello che ha fatto Confcommercio Modena, donando 25 computer rimessi a nuovo all'Associazione Porta Aperta di Carpi, perché arrivino nelle case di chi fatica ad arrivare alla fine del mese e ha bambini che studiano.
Un ponte digitale per chi resta indietro
In un mondo dove tutto passa dallo schermo - dalla didattica a distanza ai servizi comunali, dalle prenotazioni sanitarie ai colloqui di lavoro - non avere un computer in casa significa essere tagliati fuori. I 25 dispositivi, riconvertiti e pronti all'uso, rappresentano molto più che macchine: sono finestre sul futuro per famiglie che rischiano di rimanere al palo della rivoluzione digitale. La consegna è avvenuta con una stretta di mano tra Tommaso Leone, presidente provinciale di Confcommercio (carpigiano doc, 49 anni, che nel centro storico della nostra città ha costruito il suo impero commerciale), e Gilberto Allesina, presidente di Porta Aperta, affiancato dal vicepresidente Mauro Roncaglia e dalla tesoriera Luana Ganzerli.
Quando il riuso diventa risorsa
Leone, che di commercio se ne intende eccome - da Upim a Tezenis, da Vodafone a Calliope, il suo curriculum parla chiaro - ha spiegato con pragmatismo carpigiano: "Vogliamo trasformare strumenti non più utilizzati dalla nostra organizzazione in opportunità concrete per le famiglie e per i più giovani". Tradotto: invece di buttare via computer perfettamente funzionanti, li regaliamo a chi ne ha bisogno. Semplice, no?
Il lavoro dietro le quinte
A gestire la distribuzione ci penserà Porta Aperta Carpi, che attraverso il suo centro operativo RECUPERANDIA - la bottega del riuso che molti carpigiani conoscono bene - ha già dimostrato di saper maneggiare con cura la cultura del riutilizzo. Non è la prima volta che questa realtà del volontariato locale si rimbocca le maniche per dare una mano a chi ha difficoltà economiche. L'associazione si è dichiarata "estremamente grata" per la donazione, e c'è da crederci: in tempi di spending review familiare, ricevere 25 computer significa poter aiutare altrettante famiglie a non sentirsi cittadini di serie B nell'era digitale.
Il giudizio di Enzo
Ecco un esempio di come dovrebbe funzionare il territorio: imprese che non buttano via risorse ancora utili, associazioni che sanno dove metterle, e in mezzo famiglie che possono tirare un sospiro di sollievo. Leone, da buon commerciante, ha capito che la reputazione si costruisce anche così, con gesti che costano poco ma valgono tanto. E Porta Aperta conferma di essere una di quelle realtà che fa la differenza silenziosa, quella che conta davvero. Venticinque computer non risolveranno il digital divide, ma sono 25 opportunità in più per chi credeva di essere rimasto fuori dal mondo. E questo, in una città come la nostra che sa ancora cosa significa solidarietà di vicinato, vale più di mille convegni sull'inclusione sociale.