Consiglio comunale di Carpi, tra avvocatura unica, sicurezza urbana e fine vita: un mercoledì sera di confronto acceso


Consiglio comunale di Carpi, tra avvocatura unica, sicurezza urbana e fine vita: un mercoledì sera di confronto acceso

L'accordo con la Provincia per l'assistenza legale

Il Consiglio comunale di Carpi del 13 novembre si è aperto con l'approvazione dell'adesione all'Ufficio di Avvocatura Unica della Provincia di Modena, una scelta che segna una svolta nell'approccio alla gestione del contenzioso per il Comune. Con 17 voti favorevoli e 5 astenuti, l'amministrazione ha deciso di convenzionarsi con il servizio provinciale per un costo annuo di 6.510 euro. L'assessora Mariella Lugli ha illustrato i vantaggi della convenzione: «Il Comune di Carpi non ha mai avuto un'avvocatura interna. Dal 2021 abbiamo centralizzato la gestione degli incarichi legali sotto la segreteria generale, ma questa soluzione ci garantisce professionalità e risparmio». Il servizio, composto da due avvocati specializzati e personale amministrativo, gestisce attualmente 48 contenziosi per l'amministrazione carpigiana, di cui ben 22 di natura tributaria.

Il dibattito sui "market etnici": sicurezza o discriminazione?

Ben più acceso il confronto sulla mozione di Fratelli d'Italia e Lega Carpi per la chiusura anticipata dei cosiddetti "market etnici" dalle 20 alle 6. La proposta, presentata dal consigliere Giulio Bonzanini, ha scatenato un dibattito che ha attraversato i confini della politica locale per toccare questioni più ampie di sicurezza urbana e diritti commerciali. «Non è questione di discriminazione - ha chiarito il consigliere Tommaso Casolari - ma di affrontare concretamente i problemi di sicurezza che i cittadini segnalano quotidianamente nel centro storico». Dall'altra parte, la consigliera Elena Brina ha respinto le accuse: «Questa mozione porta discriminazione e repressione. Il problema va affrontato con educazione, prevenzione e ascolto, non puntando il dito». L'assessore Paola Poletti ha fornito il quadro normativo: «Il decreto Salva-Italia del 2011 consente a tutti gli esercizi commerciali di rimanere aperti 24 ore su 24. Per un'ordinanza sindacale servono fatti documentati e presupposti giuridici che al momento non ci sono». Il sindaco Riccardo Righi ha concluso con fermezza: «Non posso fare ordinanze arbitrarie senza elementi concreti. Invito chi vede problemi a denunciare formalmente, non solo sui giornali. La sicurezza si affronta con serietà e collaborazione, non con slogan». La mozione è stata respinta con 16 voti contrari e 7 favorevoli.

Una mozione "di coscienza" sul fine vita

Il dibattito più delicato della serata

La serata si è conclusa con l'approvazione di una mozione PD-AVS sul disegno di legge sul fine vita attualmente in discussione al Parlamento. Il documento, approvato con voti favorevoli della maggioranza e trasversali, ha generato un dibattito profondamente umano e ricco di testimonianze personali. La consigliera Lorella Rossetti, che ha presentato la mozione, ha condiviso la sua esperienza di infermiera: «42 anni in ospedale mi hanno insegnato che la parte più vera del mio lavoro è stata accompagnare il fine vita. Ogni persona ha il diritto di scegliere con dignità». Il consigliere Giorgio Verrini ha spiegato le criticità del DDL: «Si stanno inserendo clausole che rendono impraticabile l'accesso al suicidio assistito. Se deve essere obbligatorio entrare in hospice, se l'ultima parola spetta a una commissione romana che non conosce il paziente, questa non è una legge per i cittadini». Anche il sindaco Righi ha condiviso un ricordo personale: «Mio nonno, costretto a letto e intubato, avrebbe voluto poter scegliere la propria dignità. Una legge sul fine vita non significa scegliere la morte, ma scegliere il diritto alla dignità».

Le posizioni in campo

La consigliera Annalisa Arletti di Fratelli d'Italia ha espresso la posizione contraria: «Il DDL rappresenta una proposta equilibrata che tutela i più deboli. Papa Francesco ha indicato la strada: accompagnare la vita al suo termine naturale attraverso cure palliative più ampie». L'assessora Tamara Calzolari ha ricordato l'impegno dell'amministrazione: «A Carpi si possono già depositare gratuitamente le disposizioni anticipate di trattamento presso l'anagrafe. Dobbiamo fare di più per far conoscere questi diritti». La mozione è stata approvata con i voti della maggioranza, Forza Italia e trasversalmente alcuni consiglieri di Carpi a Colori, mentre Fratelli d'Italia ha votato contro e la Lega si è astenuta.

L'eredità di una serata intensa

Il Consiglio del 13 novembre ha mostrato un'amministrazione che sa confrontarsi su temi complessi, dalla gestione pratica degli affari comunali alle grandi questioni etiche nazionali. Tre ore di dibattito che hanno alternato tecnicismo amministrativo e profonda umanità, confermando come la politica locale rimanga il luogo privilegiato dove le grandi questioni incontrano la vita quotidiana dei cittadini. La scelta di rimandare al prossimo consiglio l'interpellanza sull'incendio dell'impianto CARE di Fossoli - già discussa in question time - testimonia la volontà di non affrettare i tempi su questioni che meritano approfondimento, una lezione di metodo che ha attraversato tutta la serata carpigiana.
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