C'è un tipo di spettacolo teatrale che non si valuta per la perfezione della dizione o per la scenografia. Si valuta per quello che costa alzarsi e stare su un palco. Il 16 luglio, al Centro Sociale Gorizia di Carpi, andrà in scena Controvento: in cammino verso casa, spettacolo scritto da Francesca Iacoviello e portato in scena dalla Comunità Terapeutica Casa San Matteo del Gruppo CEIS. Ingresso libero, emozioni non garantite ma altamente probabili.
Un percorso che finisce sul palco
Casa San Matteo è una comunità terapeutica riabilitativa che opera nell'ambito delle dipendenze patologiche, con sede a Crevalcore, in provincia di Bologna. È parte del Gruppo CEIS, realtà storica nel campo del recupero e del reinserimento sociale, che da decenni lavora con metodo, rigore e, soprattutto, con una visione precisa: il percorso verso la guarigione non è mai soltanto clinico, ma passa anche attraverso la ricostruzione di un sé capace di esprimersi, di relazionarsi, di tornare nel mondo. Lo spettacolo Controvento è esattamente questo: il teatro come ultimo miglio di un cammino lungo, faticoso e, il titolo lo dice chiaramente, che si fa spesso andando contro corrente.
A curare la serata è il Circolo Arci "Ciro Menotti" di Carpi, presenza consolidata nella vita culturale e associativa della città, che ancora una volta si conferma capace di aprire spazi, fisici e simbolici, a storie che altrimenti resterebbero fuori dal perimetro della visibilità pubblica.
Tutti giù nei parchi: un'estate che vale la pena
L'appuntamento si inserisce nella rassegna Tutti giù nei parchi 2026, che dall'8 luglio al 22 agosto porta spettacoli, musica e teatro nei centri sociali di quartiere di Carpi: il Graziosi, il Guerzoni e, appunto, il Gorizia. Un progetto nato nel 2017 grazie alle associazioni della Consulta di Carpi in collaborazione con il Comune, che ha saputo trasformare i parchi cittadini in qualcosa di più di un'alternativa all'aria condizionata: veri e propri laboratori di comunità, dove ogni sera chi sale sul palco porta con sé una storia diversa e chi siede in platea non sa mai del tutto cosa aspettarsi. Il calendario 2026 è ricco e vario, dal teatro dialettale carpigiano al jazz, da Baricco alle canzoni di protesta, ma la serata del 16 luglio ha una qualità rara: l'autenticità di chi recita per la prima volta davanti a una città che non lo conosce ancora.
Perché vale la pena esserci
In un'epoca in cui il teatro rischia di diventare un prodotto come un altro, selezionato per algoritmo e consumato in fretta, uno spettacolo come Controvento ricorda che la scena può ancora essere un luogo di verità. Le persone che saliranno sul palco al Gorizia giovedì sera non sono attori professionisti: sono persone che stanno imparando a tornare a casa, intesa non come indirizzo ma come condizione dell'anima. E il fatto che lo facciano in pubblico, davanti a Carpi, è un gesto che merita rispetto e, perché no, curiosità genuina.
L'ingresso è libero e gratuito. Il costo del non andarci, invece, è tutto a carico della coscienza.