È sempre interessante vedere come un testo del
2006 possa ancora risultare così attuale da far venire i brividi.
"Le Dieu du Carnage" di
Yasmina Reza, che domenica
15 febbraio alle ore 16.00 salirà sul palco del
Teatro Ermanno Fabbri di Vignola, è una di quelle opere che ti fanno ridere mentre ti mostrano lo specchio più spietato dell'animo umano. E diciamocelo: non è mai un bello spettacolo quello che ci rimanda.
Un successo planetario che non invecchia
La commedia della
drammaturga francese Yasmina Reza, premiata con il
Prix Molière e il
Tony Award, ha conquistato i palcoscenici di
Parigi,
Londra e
New York prima di diventare il celebre film diretto da
Roman Polanski. Il suo segreto? Una capacità quasi chirurgica nel mettere a nudo la barbarie che si nasconde dietro le buone maniere borghesi. L'adattamento teatrale porta la firma di
Antonio Zavatteri, attore torinese classe
1967 che il grande pubblico ha imparato a conoscere grazie alla serie
Gomorra.
Zavatteri, formatosi alla
Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova, non si limita a dirigere: sarà anche in scena insieme a
Francesca Agostini,
Andrea Di Casa e
Alessia Giuliani.
La trama: quando i genitori sono peggio dei figli
La storia è apparentemente semplice: due coppie di genitori si incontrano per discutere civilmente di una rissa scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli undicenni.
Ferdinand Reille ha colpito con un bastone
Bruno Houllié, rompendogli due denti. Niente di drammatico, giusto? I
Houllié - lui grossista di casalinghi con la madre malata, lei intellettuale impegnata a scrivere un libro sul
Darfur - ricevono in casa i
Reille: lei consulente finanziaria, lui avvocato sempre al telefono per difendere case farmaceutiche dai dubbi effetti collaterali. Quattro adulti presumibilmente civili che dovrebbero risolvere una questione da bambini. Ma
Yasmina Reza sa bene che sotto la superficie perbenista si nasconde sempre il
"dio del massacro" del titolo. E quando le maschere cadono, lo spettacolo diventa esilarante quanto inquietante.
La regia: quattro attori in perfetta sintonia
Nelle note di regia,
Zavatteri è chiaro: "L'essere umano, per quanto si sia potuto evolvere nei secoli, è sempre istintivamente proiettato verso la supremazia nei confronti del prossimo". La sua messa in scena punta tutto sul lavoro di un quartetto di interpreti che si conoscono bene e hanno già condiviso esperienze teatrali. Come recita la didascalia originale: "
Un salotto. Nessun realismo. Nessun elemento inutile". L'essenzialità scenica, progettata con
Nicolas Bovey, mette in primo piano l'azione e lascia che siano le parole - e i silenzi - a creare l'atmosfera.
Informazioni pratiche
Dove: Teatro Ermanno Fabbri, Vignola
Quando: Domenica 15 febbraio 2026, ore 16.00
Cosa aspettarsi: 90 minuti di risate amare e riflessioni scomode sulla natura umana Un consiglio spassionato: preparatevi a riconoscervi in quei quattro personaggi. E non sarà sempre piacevole.