Dodici angeli dell'ambiente a Fossoli


Dodici angeli dell'ambiente a Fossoli

Il blitz ecologico che fa sperare

Sabato scorso, 8 febbraio, in quella zona industriale di Fossoli che spesso fa notizia per le ragioni sbagliate, si è consumata una piccola rivoluzione silenziosa. Dodici volontari di Legambiente Terre d'Argine hanno trasformato una mattinata grigia in un esempio luminoso di quello che può succedere quando i cittadini decidono di rimboccarsi le maniche.

Il bottino dell'inciviltà

I numeri raccontano una storia che conosciamo fin troppo bene: 37 sacchi di rifiuti, 222 bottiglie sparse come coriandoli di una festa che nessuno aveva organizzato, una bicicletta arrugginita che probabilmente aveva smesso di sognare strade pulite da tempo, e una collezione di ingombranti che avrebbero fatto invidia a una discarica abusiva. L'area tra il cavalcavia e la rotonda di Fossoli si è rivelata un museo dell'abbandono, dove ogni pezzo raccontava la storia di qualcuno che ha pensato che il mondo fosse il suo cestino personale.

Quando il civismo diventa contagioso

Ma la vera notizia è un'altra: tra quei dodici eroi dell'ambiente non c'erano solo i soci storici di Legambiente. C'erano anche semplici cittadini, gente comune che ha sentito il richiamo del dovere civico. È questo il segnale più bello: quando l'esempio diventa contagioso, quando pulire non è più solo un dovere di pochi appassionati ma un istinto collettivo.

L'appuntamento che non puoi mancare

E visto che una rondine non fa primavera ma dodici volontari possono fare scuola, sabato 14 febbraio l'operazione si replica. Stavolta l'obiettivo è la banchina di via Griduzza, dalle 9.30 alle 12, con punto di ritrovo al parcheggio della Trattoria dei Cacciatori. Non ci saranno solo i veterani di Legambiente: si uniranno anche i volontari dell'associazione Cortile, in una sinergia che fa ben sperare per il futuro del nostro territorio.

La lezione di Fossoli

C'è qualcosa di simbolico nel fatto che proprio a Fossoli, luogo che porta nel nome il peso della storia, si stia scrivendo una pagina diversa fatta di cura e responsabilità. Perché se è vero che non possiamo cambiare il passato, possiamo almeno decidere che futuro lasciare ai nostri figli. Quei 37 sacchi sono molto più di spazzatura raccolta: sono la prova che quando i cittadini si organizzano, anche le sfide più scoraggianti diventano gestibili. E che forse, un sacchetto alla volta, possiamo ancora sognare una Carpi più pulita e più bella.
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