La Breast Unit dell'ospedale Ramazzini di Carpi ha ottenuto per il 2026 la prestigiosa certificazione EUSOMA, confermandosi tra le eccellenze italiane nella lotta contro il tumore al seno. Un riconoscimento che premia il lavoro instancabile di un'équipe che ha fatto della cura della donna il suo punto di forza.
Un'eccellenza che non conosce sosta
Dietro questo risultato c'è la determinazione della dottoressa Katia Cagossi, che dirige con competenza un team multidisciplinare capace di trasformare la diagnosi di tumore al seno da incubo a percorso di guarigione. La certificazione EUSOMA (European Society of Breast Cancer Specialists) non è un pezzo di carta da appendere al muro: è la garanzia che ogni donna che varca la soglia del Ramazzini riceverà le cure migliori secondo i più alti standard internazionali.
Quando l'Europa guarda a Carpi
La valutazione, condotta dal dottor Richard Rainsbury, uno dei chirurghi senologi più rispettati d'Inghilterra, ha messo sotto la lente ogni aspetto dell'attività. Non è stata una passeggiata di salute: gli ispettori EUSOMA non fanno sconti a nessuno. Eppure il verdetto è stato netto: la Breast Unit carpigiana merita di stare nel ristretto club delle sole 21 strutture italiane certificate. La dottoressa Claudia Mucciarini, direttrice della Struttura complessa di Oncologia di Prossimità, può essere orgogliosa dei numeri del 2025: 214 prime diagnosi, 439 prime visite e ben 4.450 visite di controllo. Cifre che raccontano di vite salvate, di speranze riaccese, di donne che hanno ritrovato il sorriso.
Il "Percorso Benessere": curare oltre la malattia
Ma il vero fiore all'occhiello è il "Percorso Benessere", un progetto che da tre anni collega ospedale e territorio. Perché guarire dal cancro non significa solo eliminare le cellule malate, ma ritornare a vivere pienamente. L'iniziativa, realizzata con l'Associazione Malati Oncologici AMO Carpi, offre consulenze personalizzate e programmi di attività motoria per chi ha concluso le cure oncologiche.
I numeri che contano davvero
L'attività chirurgica del 2025 parla chiaro: 194 interventi, di cui ben 153 (il 78%) con approccio conservativo. Tradotto dal medichese: nella stragrande maggioranza dei casi si è riusciti a salvare il seno, preservando non solo la salute ma anche l'immagine che ogni donna ha di sé. Il Direttore Generale Mattia Altini non nasconde la soddisfazione: "Questo risultato costituisce un supporto fondamentale per il miglioramento continuo della qualità dei processi assistenziali". Parole che suonano burocratiche ma che nascondono una verità semplice: quando l'eccellenza diventa routine, tutti ci guadagnano.
Un approccio a 360 gradi
La forza della Breast Unit del Ramazzini sta nell'approccio multidisciplinare: radiologi, radioterapisti, oncologi, anatomopatologi, chirurghi e infermieri lavorano gomito a gomito. Non è la paziente a dover correre da un medico all'altro: è il sistema che si organizza intorno a lei. Le case manager, figure chiave del percorso, accompagnano ogni donna dall'inizio alla fine, spiegando diritti e procedure. Un approccio umano che fa la differenza quando ci si trova ad affrontare il momento più difficile della propria vita. L'accesso avviene attraverso quattro canali: screening provinciale, mammografie cliniche, consultori o invio dal medico di famiglia. Quattro strade diverse che portano tutte allo stesso obiettivo: offrire a ogni donna le maggiori possibilità di guarigione. La certificazione EUSOMA 2026 non è solo un riconoscimento del passato, ma una promessa per il futuro. Carpi può essere orgogliosa di avere nel suo ospedale un centro che fa parlare di sé in tutta Europa.