Carpi tra nascite, addii e smog: il 2026 inizia con il fiato corto


Carpi tra nascite, addii e smog: il 2026 inizia con il fiato corto

Il 2026 a Carpi si è aperto con quella che potremmo definire una perfetta sinfonia della contraddizione contemporanea: mentre la piccola Camelia veniva al mondo alle prime luci dell'alba del primo gennaio, respirando per la prima volta l'aria della nostra città, tre giorni dopo quella stessa aria è diventata così irrespirabile da richiedere misure emergenziali antismog. Un benvenuto decisamente ambiguo per la nuova carpigiana.

La piccola Camelia, 4.025 grammi di speranza nata all'ospedale Ramazzini, ha ricevuto in dono una sciarpa biancorossa dal Carpi Calcio, quasi a suggellare fin dalla nascita il suo destino di cittadina di una terra che ama il calcio quanto le tradizioni. Peccato che insieme ai colori della squadra del cuore, abbia ereditato anche l'aria della pianura padana, che in questi giorni di gennaio si è rivelata più densa di PM10 che di buoni propositi per l'anno nuovo.

Nel frattempo, Raffaele Visani saluta Carpi per trasferirsi in Veneto, dove presumibilmente potrà respirare meglio durante gli allenamenti. Il difensore va in prestito alla Luparense, e forse ha scelto il momento giusto per cambiare aria, letteralmente. Mentre lui si dirige verso i colli padovani, i carpigiani devono fare i conti con tangenziali che diventano confini invalicabili dalle 8.30 alle 18.30 per chiunque guidi un diesel Euro 5.

L'ironia della situazione è palpabile quanto le polveri sottili: una città che celebra la nascita di una bambina regalandole i colori del territorio, ma che contemporaneamente non può garantire a quella stessa bambina di respirare aria pulita nei suoi primi giorni di vita. Arpae ci ricorda che il bollettino della qualità dell'aria va consultato su liberiamolaria.it, un nome che suona quasi come una promessa mancata.

E mentre i cittadini si organizzano tra lavori di manutenzione del verde sulla SS 413 che dureranno fino a marzo - un intervento provvidenziale per chi spera che più verde significhi aria migliore - e le limitazioni al traffico che trasformano la città in un labirinto di divieti, emerge il ritratto di una comunità che vive tra speranze e contraddizioni.

I parcheggi scambiatori diventano i nuovi luoghi di pellegrinaggio per chi vuole raggiungere il centro, mentre le strade perimetrali assumono il ruolo di confini tra il mondo libero e la zona rossa dello smog. Via Sigonio, via Ugo da Carpi, piazzale Donatori di sangue: nomi che suonano come stazioni di una metropolitana immaginaria in una città che di metropolitana non ha neanche l'ombra.

La manutenzione del verde pubblico lungo la statale, con i suoi sensi unici alternati che rallenteranno il traffico fino al 20 marzo, assume un significato quasi metaforico: la natura che si prende i suoi spazi e i suoi tempi, costringendo l'uomo a rallentare, proprio mentre l'emergenza ambientale impone di fermarsi del tutto.

In questo quadro surreale, Carpi si conferma città di paradossi affascinanti: accoglie nuove vite con il calore delle tradizioni sportive, ma deve proteggere quelle stesse vite dall'aria che respira. Saluta i suoi giovani talenti che vanno a cercare fortuna altrove, mentre cerca di curare il proprio territorio malato di inquinamento. È una città che sa essere madre premurosa e paziente malata allo stesso tempo, che regala sciarpe ai neonati e mascherine ai cittadini, che celebra il futuro mentre conta i giorni per tornare a respirare liberamente.



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