Carpi tra MIT e randellate: quando il futuro incontra il Far West


Carpi tra MIT e randellate: quando il futuro incontra il Far West

Ieri a Carpi abbiamo assistito a uno di quei giorni in cui la cronaca locale sembra scritta da un autore particolarmente ispirato dal surrealismo. Da una parte studenti del MIT che portano l'intelligenza artificiale tra i banchi del Fanti, dall'altra un settantaseienne che trasforma il fucile in clava per impedire una foto. Il tutto condito da uno sciopero che minaccia di fermare proprio quella scuola dove dovrebbe sbocciare il futuro, e da una fiamma olimpica che scalda i cuori carpigiani in una mattinata gelida di gennaio.

L'ironia della simultaneità colpisce come sempre quando si osserva una comunità nel suo divenire quotidiano. Mentre Jacob Dell e Sebastian Santa, giovani menti del Massachusetts Institute of Technology, spiegano agli studenti carpigiani i misteri dell'intelligenza artificiale e della fisica quantistica, un agricoltore locale scopre che la tecnologia più semplice - fare una foto con lo smartphone - può scatenare reazioni da paleolitico superiore. Il contrasto non potrebbe essere più stridente: da un lato la scienza che accelera verso il futuro, dall'altro la violenza che ci riporta alle caverne.

Il Liceo Fanti si trova così al centro di una curiosa triangolazione temporale. Ospita l'eccellenza mondiale della ricerca scientifica, ma rischia di restare chiuso per uno sciopero che rivendica condizioni di lavoro più umane per chi quella scienza dovrebbe trasmettere. C'è qualcosa di kafkiano in tutto questo: il futuro bussa alla porta delle aule carpigiane proprio mentre quelle stesse aule potrebbero restare vuote per protesta. Gli studenti americani del MIT si ritroveranno a spiegare l'innovazione a banchi deserti?

La violenza quotidiana che emerge dall'episodio del cacciatore-randellatore racconta invece di una città che fatica a metabolizzare i cambiamenti. Un settantaseienne che reagisce a una foto come se fosse un atto di guerra rivela quanto sia fragile l'equilibrio sociale quando le generazioni non si capiscono più. L'agricoltore documenta un'invasione del proprio terreno - gesto normale nell'era dei social - e si ritrova vittima di una violenza che appartiene a codici d'onore d'altri tempi.

In mezzo a questi estremi, Marco Cortelloni porta la fiamma olimpica da Maranello verso Parma, incarnando quello spirito di comunità che ancora resiste. La sua corsa di duecento metri diventa simbolo di una Carpi capace di guardare oltre i propri confini, di partecipare a qualcosa di più grande. I valori dello sport - lealtà, sacrificio, unione - suonano come un antidoto alla violenza gratuita e alle divisioni sindacali.

L'educazione rimane il nodo cruciale. Mentre i sindacati chiedono condizioni migliori per chi lavora nella scuola, il MIT dimostra cosa può succedere quando l'eccellenza incontra la curiosità giovanile. Le diciotto classi coinvolte nel progetto MISTI vivranno un'esperienza che li segnerà più di mille lezioni tradizionali. Ma se la scuola si ferma per protesta, chi garantisce che queste opportunità non restino privilegi occasionali?

La Carpi che emerge da questa giornata è una città in bilico tra modernità e tradizione, tra apertura al mondo e chiusure identitarie. Una comunità che sa accogliere l'eccellenza internazionale nelle proprie aule e celebrare i propri figli quando portano la fiamma olimpica, ma che deve ancora fare i conti with la violenza che cova nei rapporti quotidiani e con le tensioni sociali che attraversano il mondo del lavoro.

Forse il vero insegnamento di ieri sta proprio in questa complessità: Carpi non è né la città del futuro né quella del passato, ma semplicemente una comunità umana che naviga tra le contraddizioni del presente, con le sue luci e le sue ombre, i suoi slanci verso l'eccellenza e le sue ricadute nella mediocrità quotidiana.



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Assistente Ombra

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