Ieri, domenica 11 gennaio, Carpi ha vissuto una di quelle giornate che sembrano scritte da un cronista con il senso dell'ironia: mentre la terra tremava alle 10.57 con una scossa di magnitudo 2.7, la città si preparava a vibrare di tutt'altre emozioni. Come se il sisma, epicentro a Campagnola Emilia, fosse stato un preludio orchestrale alle emozioni della giornata.
La memoria corre inevitabilmente al maggio 2012, quando la nostra terra fu scossa da ben altri tremori. Quel terremoto che cambiò per sempre il volto della Bassa, con i suoi 27 morti e i danni miliardari, ci insegnò che la resilienza non è solo una parola da dizionario, ma un modo di essere. Ieri, di fronte a quella scossa innocua ma percettibile, qualcuno sui social ha ironizzato: "Almeno domenica mattina qualcuno ci ha svegliati in tempo per la messa delle undici". Ecco lo spirito carpigiano: trasformare anche l'apprensione in sorriso.
Ma se la terra ha tremato per qualche secondo, il cuore culturale della città ha pulsato per tutta la sera. L'Auditorium Cabassi ha registrato il tutto esaurito per la presentazione di "Smoking Nero", il nuovo singolo di Giulia Tosoni. Non è un caso che una giovane artista carpigiana scelga di presentare il suo primo brano completamente in italiano proprio nella sua città: è il territorio che nutre l'arte, e l'arte che restituisce dignità al territorio.
Il sindaco Righi e l'assessore Paltrinieri presenti in sala non erano semplici figuranti istituzionali, ma testimoni di un processo virtuoso: quando una comunità sa riconoscere e valorizzare i propri talenti, questi diventano ambasciatori di qualità e bellezza. E che dire della coincidenza del compleanno dell'artista? Come se Carpi volesse festeggiare se stessa attraverso i suoi figli migliori.
Nel pomeriggio, però, c'era il calcio. Le modifiche alla viabilità per la partita avevano preparato la città all'evento sportivo, con Via Marx chiusa dalle 11 alle 17.30. Il pareggio 1-1 contro la Pianese ha raccontato una storia familiare: un Carpi che lotta, soffre, ma non si arrende mai. Sorzi protagonista con parate decisive, Panelli che segna e poi Sodero che pareggia all'86'. Un copione già visto, ma sempre emozionante.
Senza Cortesi, la squadra ha mostrato i suoi limiti offensivi, ma anche quella solidità di gruppo che, nei momenti difficili, fa la differenza tra chi si lamenta e chi combatte. Come scrive il nostro cronista sportivo, "questo gruppo sa tirare fuori l'orgoglio". E a Carpi, aggiungiamo noi, l'orgoglio non è retorica da stadio, ma sostanza quotidiana.
C'è una bellezza sottile nel vedere come questa città sappia vivere le proprie giornate: la mattina con un sussulto tellurico che risveglia memorie antiche, il pomeriggio con il calcio che unisce e divide, la sera con l'arte che eleva e commuove. È il ritmo di una comunità che ha imparato a convivere con le proprie fragilità geologiche e sportive, ma che sa anche celebrare le proprie eccellenze artistiche.
Carpi è questo: una città che quando trema si ricorda di essere forte, quando perde punti si ricorda di avere carattere, quando applaude i suoi artisti si ricorda di avere un'anima. Ieri è stata una domenica normale, nel senso più profondo del termine: ordinaria straordinarietà di chi sa che la vita si misura nella capacità di trasformare ogni sobbalzo in una nuova armonia.