Carpi tra droni e infrazioni: quando la legalità va in bicicletta


Carpi tra droni e infrazioni: quando la legalità va in bicicletta

Cari lettori carpigiani, ieri la nostra città ci ha regalato una delle sue migliori performance nel genere tragicomico che tanto la contraddistingue. Tra piste ciclabili dichiarate illegali dopo quarant'anni di onorato servizio e droni che sorvegliano le nostre infrazioni, emerge il ritratto di una comunità che naviga tra passato e futuro con quella peculiare eleganza dell'equilibrista ubriaco.

Il paradosso della mobilità sostenibile trova la sua massima espressione nella vicenda del Mulino delle Pile. Dopo quattro decenni di pedalate in santa pace, il Tribunale di Modena ci informa che quella porzione di ciclabile era, tecnicamente parlando, un'occupazione abusiva. Una convenzione mai firmata, un piano particolareggiato rimasto sulla carta: i cittadini carpigiani hanno pedalato per anni su un percorso che esisteva solo nella dimensione dell'immaginario collettivo. Verrebbe da dire che in fondo è così che nascono le migliori tradizioni: dall'illegalità che si fa consuetudine.

Ma non temete, cari concittadini: mentre il Comune dovrà smantellare la pista dietro l'ex Mulino, la Polizia Locale si arma di tecnologia d'avanguardia. Droni, bodycam, intelligenza artificiale: un arsenale da fantascienza per controllare una città che fatica ancora a firmare le convenzioni urbanistiche. È il fascino tutto carpigiano di proiettarsi nel futuro mantenendo saldamente i piedi nelle sabbie mobili della burocrazia.

I numeri della sicurezza stradale raccontano una storia bizzarra: meno multe totali (16.651 contro le 23.359 del 2024), ma più incidenti mortali. Come se avessimo smesso di multare per eccesso di velocità giusto in tempo per contare più vittime sulle strade. Gli autovelox spenti hanno prodotto l'effetto collaterale di una maggiore mortalità: un sillogismo che avrebbe fatto impazzire di gioia i sofisti dell'antica Grecia.

Nel frattempo, la politica locale si cimenta nella sua disciplina preferita: l'arte di non decidere. La mozione su Aimag respinta con la scusa che "non può essere il Comune di Carpi da solo a decidere" è un capolavoro di creatività argomentativa. Come se una mozione - strumento democratico per eccellenza - fosse un colpo di Stato. La maggioranza preferisce mantenere quell'"unità di intenti tra Sindaci di schieramenti diversi" che aveva sostenuto un progetto bocciato dalle Corti dei Conti. Un'unità così solida da resistere persino alle sentenze dei giudici contabili.

Il paradosso carpigiano si manifesta in tutta la sua gloria: una città che investe in droni per controllare il traffico ma non riesce a tenere aperta una ciclabile per questioni burocratiche; che diminuisce le multe ma aumenta i morti sulle strade; che respinge mozioni per riportare alla legalità le partecipate pubbliche in nome di equilibri politici superiori.

Eppure, tra le pieghe di questa commedia degli equivoci, emerge una comunità che non si arrende. I cittadini continuano a pedalare (dove possono), a vivere la città, a partecipare agli eventi culturali che animano le nostre domeniche. Forse è proprio questa la vera forza di Carpi: la capacità di mantenere il senso dell'umorismo anche quando la realtà supera la fantasia, di continuare a costruire il futuro anche quando il passato ci presenta il conto in tribunale.

Carpi 2026 si presenta così: tecnologica e anacronistica, innovativa e burocraticamente impacciata, una città che guarda alle stelle con i piedi nelle carte bollate. Non sarà perfetta, ma almeno non è mai noiosa.



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