Dal parrucchiere al tesoro perduto: Carpi e i suoi paradossi


Dal parrucchiere al tesoro perduto: Carpi e i suoi paradossi

C'è qualcosa di profondamente ironico nel fatto che in una città dove si discute di integrazione sanitaria e superamento dei campanili, il dramma quotidiano si consumi davanti alla vetrina di un parrucchiere. La cronaca di ieri ci restituisce una Carpi in bilico tra modernità e antichi vizi, dove le biciclette elettriche da 2.600 euro sono diventate il nuovo Santo Graal per una criminalità che si adatta ai tempi con la stessa velocità con cui noi cittadini acquistiamo i nostri gioiellini tecnologici.

La storia della professionista carpigiana vittima della doppia beffa ha tutti gli elementi del teatro dell'assurdo: una bicicletta che sparisce mentre lei è sotto il casco, un lucchetto "robusto" che si rivela carta velina, una corsa disperata che si trasforma in tragedia con il femore spezzato. È la metafora perfetta di una città che corre sempre, forse troppo velocemente, verso un futuro che non sempre riesce a controllare.

Non è un caso che questa vicenda si intrecci simbolicamente con la notizia del milione e centomila euro rubati alla Fondazione di Modena in sei anni. Mentre a Carpi si ruba una bicicletta in pochi minuti, a Modena qualcuno ha trasformato i conti di una fondazione in un bancomat personale per 807 operazioni. La differenza non è solo nell'importo, ma nella metodicità: da una parte la criminalità spicciola e opportunistica, dall'altra un sistema sofisticato che ricorda più Wall Street che la pianura modenese.

Eppure, in questo scenario apparentemente desolante, emerge una Carpi che prova a guardare avanti. L'accordo triennale con il Centro Documentazione Donna rappresenta un investimento nella cultura delle pari opportunità che va oltre le mode del momento. Dodici mila euro all'anno per tre anni non sono una cifra che fa notizia, ma dimostrano una visione di lungo periodo in una società che sembra vivere sempre più nel presente.

E poi c'è la sanità, terreno su cui si gioca il futuro di ogni comunità. Le parole di Righi - "Non è il tempo dei campanili, è il tempo della responsabilità" - suonano come un manifesto per una città che deve scegliere se continuare a guardare al proprio orticello o aprirsi a logiche più ampie. L'integrazione tra il nuovo ospedale di Carpi e il Santa Maria Bianca di Mirandola non è solo una scelta tecnica, ma un atto di fiducia nel futuro.

Il paradosso di Carpi, emerso chiaramente dalla cronaca di ieri, è quello di una città che vorrebbe essere lungimirante quando si tratta di grandi progetti, ma che fatica ancora a proteggere i piccoli tesori quotidiani dei suoi cittadini. Una città dove si progettano ospedali integrati e si cerca di avere una visione di lunghissimo termine, ma dove una bicicletta elettrica non può stare sicura davanti a un parrucchiere di via Petrarca.

Forse la vera lezione di questi giorni è che la modernità non si misura solo negli investimenti milionari o nei progetti futuristici, ma nella capacità di creare una comunità dove uscire dal parrucchiere con i capelli umidi non si trasformi in un dramma con il femore rotto. Carpi ha l'intelligenza per pensare in grande e la sensibilità per investire nella cultura: ora le manca solo la saggezza per proteggere la quotidianità dei suoi cittadini.



🏛️

Assistente Ombra

Online