Ieri, domenica 8 febbraio, la nostra Carpi ha offerto ai suoi cittadini uno di quei menù culturali così ricchi da far venire l'imbarazzo della scelta. Come un buon ristorante che propone contemporaneamente piatti della tradizione e novità d'autore, la città si è presentata con un cartellone che spaziava dalla memoria storica al divertimento carnevalesco, dimostrando ancora una volta quella capacità tutta emiliana di non prendere mai la vita troppo sul serio, ma nemmeno di dimenticare le lezioni del passato.
Al Museo Monumento al Deportato, nel pomeriggio, Simone Maretti ha dato voce alle pagine di "Nessuno torna indietro" di Alba De Céspedes, raccontando di otto giovani donne che ebbero il coraggio di opporsi al fascismo. Un momento di riflessione che ci ricorda come la resistenza, prima ancora che sui monti, nasca nei cuori e nelle menti. Mentre a pochi chilometri di distanza, Soliera si trasformava in un palcoscenico carnevalesco dalle 14.30 alle 17.30, con maschere e coriandoli a dominare le vie del centro storico.
La giustapposizione di questi due momenti non è casuale né ironica nel senso volgare del termine. È piuttosto la dimostrazione di come una comunità matura sappia tenere insieme memoria e gioia, serietà e leggerezza. Mentre alcuni carpigiani ascoltavano le storie di chi ha saputo dire "no" quando serviva, altri si abbandonavano all'allegria collettiva del Carnevale. Due modi diversi, ma ugualmente validi, di essere comunità.
La serata carpigiana si è poi arricchita con l'incontro con Matteo Gracis in sala Duomo, dove il giornalista e scrittore ha offerto le sue riflessioni acute sui temi dell'attualità. Un trittico perfetto: dalla memoria del passato alla festa del presente, fino alle riflessioni sul futuro. Come se la città avesse voluto offrire ai suoi abitanti un percorso completo attraverso i tempi della storia e dell'anima.
Non è mancato il tradizionale teatro dialettale: al Cinema Teatro Ariston di San Marino di Carpi, la Compagnia Teatro Nuovo ha portato in scena "Ridere per non piangere", una commedia che prende di mira la sanità con quella ironia sagace che è il nostro marchio di fabbrica territoriale. Perché se è vero che i problemi esistono, è altrettanto vero che affrontarli con il sorriso sulle labbra è parte del nostro DNA emiliano.
Parallelamente, nel piccolo comune di San Possidonio si è ufficializzata l'adesione a "M'illumino di meno", la campagna per il risparmio energetico promossa da Rai Radio2. Un gesto che potrebbe sembrare simbolico, ma che in realtà testimonia come anche i territori più piccoli sappiano guardare alle grandi sfide del nostro tempo con responsabilità e concretezza.
Questa ricchezza di proposte – dalla riflessione storica al duetto di fisarmonica e pianoforte al Centro Giliberti, dai pomeriggi animati per bambini alle discussioni sui temi della giustizia – racconta di una Carpi che non ha rinunciato al suo ruolo di presidio culturale del territorio. Una città che sa ancora proporre alternative intelligenti al tempo libero, che resiste alla tentazione del facile intrattenimento per offrire sostanza e qualità.
In fondo, quella di ieri è stata una domenica-manifesto: ha dimostrato che si può essere una comunità seria senza essere seriosa, profonda senza essere pesante, allegra senza essere superficiale. Una lezione di civiltà che vale più di molti trattati di sociologia urbana.