Il 13 febbraio 2026 rimarrà negli annali di Carpi come il giorno delle grandi contraddizioni. Mentre CMB festeggia il traguardo storico del miliardo di euro di fatturato, dall'altra parte della città si consuma il paradosso degli educatori che guardano mangiare i bambini senza poter toccare un panino. Una giornata che fotografa perfettamente l'Italia delle due velocità, ma stavolta concentrata in pochi chilometri quadrati della nostra città.
Il gigante CMB che tocca quota miliardo è la dimostrazione che dal nostro territorio si può guardare al mondo: dalle Nazioni Unite di Ginevra all'ospedale di Odense, passando per la RAI di Milano. Cinquanta nuove assunzioni in arrivo, progetti internazionali, la cooperazione emiliana che conquista il mondo senza perdere l'anima. Un successo che scalda il cuore di ogni carpigiano e che conferma come le nostre radici sappiano produrre frutti globali.
Dall'altra parte, però, c'è chi quelle radici le vive ogni giorno nei dettagli più umili e fondamentali. Gli educatori di Domus Assistenza si ritrovano nell'assurda condizione di assistere ai pasti dei bambini con disabilità rimanendo loro stessi a digiuno. Una situazione kafkiana: aiutare gli altri a mangiare senza poter mangiare, insegnare l'inclusione mentre si viene esclusi dal piatto comune. I sindacati parlano di "scelta pedagogicamente miope", ma forse è semplicemente grottesca.
Nel mezzo di queste contraddizioni, l'amministrazione comunale prova a costruire ponti. Il nuovo disciplinare per il Mercato Contadino del Foro Boario punta sulla filiera corta e sulla qualità, trasformando la spesa in momento sociale. Un'idea che sa di buono senso: riportare l'autenticità nel piatto e nelle relazioni umane. Almeno lì, al mercato del martedì e del sabato, si potrà mangiare tutti insieme senza distinzioni contrattuali.
E mentre si discute di chi può mangiare cosa e dove, la Fondazione CR Carpi investe 160mila euro nel merito scolastico, premiando l'eccellenza di studenti e docenti. Un segnale importante: in una giornata di contraddizioni economiche, qualcuno pensa ancora che investire in cultura e formazione sia la strada giusta per il futuro.
La lezione di questa giornata è che Carpi è una città capace di grandi slanci e piccole miserie, spesso nello stesso momento. Da una parte cresce un'azienda che conquista il mondo, dall'altra si nega un pasto a chi educa i nostri figli più fragili. Da una parte si progetta un mercato dell'autenticità, dall'altra si mercanteggia sui diritti più basilari.
Forse è proprio questo il fascino della nostra città: la capacità di contenere tutte le contraddizioni dell'Italia contemporanea in pochi chilometri quadrati. Carpi 2026 è la città del miliardo che non dà il panino, del mercato contadino che nasce mentre si violano i contratti, delle eccellenze premiate mentre si calpestano i diritti. Una città normale, insomma, con tutte le sue grandezze e le sue piccolezze. E forse, proprio per questo, tremendamente umana.