Ieri a Carpi abbiamo assistito a uno spettacolo degno del più raffinato teatro dell'assurdo: una città che si lacera sui parcheggi mentre celebra mezzo secolo di generosità. Il paradosso carpigiano si manifesta in tutta la sua contraddittoria bellezza tra falchi e colombe della ZTL che si scannano sui centimetri di asfalto, mentre l'AIDO festeggia cinquant'anni di cuori donati senza chiedere il permesso di parcheggio.
La cronaca di ieri ci restituisce una Carpi dai due volti: quello nobile della solidarietà che sa guardare oltre se stessa, e quello più prosaico di una comunità che litiga su dove lasciare la macchina. Come se non bastasse, il centro storico diventa teatro di aggressioni contro le forze dell'ordine, mentre alla Coop una commessa coraggiosa insegue i ladri di Grana Padano con più determinazione di quanta ne mostri la maggioranza nel decidere il futuro delle vie cittadine.
Il dramma della ZTL raggiunge vette tragicomiche quando Forza Italia, nella persona di Michele De Rosa, si trasforma nel più improbabile alleato del sindaco Righi. "Se fate sul serio con la ZTL light, noi vi sosteniamo", dice sostanzialmente l'azzurro, in una mossa che farebbe impallidire il più scaltro stratega bizantino. Dall'altra parte le Sinistre Unite si schierano con il sindaco definendolo troppo timido, creando un incastro politico degno di un cubo di Rubik impazzito.
Mentre i politici si dividono tra "falchi" e "colombe" sulla mobilità urbana, la vera Carpi si mostra altrove: nella commessa che non esita a rincorrere i malviventi, nei carabinieri che intervengono tempestivamente, nell'AIDO che da cinquant'anni dimostra che il vero valore di una comunità non si misura nei metri quadri di parcheggio ma nella capacità di donare vita. È singolare che una città così generosa nel donare organi si dimostri così avara nel cedere qualche metro di strada alle biciclette e ai pedoni.
La sicurezza urbana racconta una storia diversa da quella dei salotti politici: c'è chi aggredisce i poliziotti nel centro che dovremmo pedonalizzare, e chi ruba formaggi con la precisione di un'operazione militare. Ventitré confezioni di Grana Padano non sono esattamente il bottino del secolo, ma la determinazione della refurtiva e del suo recupero dice molto su una città che non si arrende facilmente, né nel piccolo né nel grande.
Forse il vero insegnamento di questa giornata carpigiana sta proprio nel contrasto: una comunità capace di litigare furiosamente sui dettagli della viabilità urbana è la stessa che per cinquant'anni ha saputo costruire una cultura della donazione esemplare. Come se le energie migliori della città si manifestassero paradossalmente sia nelle divisioni più aspre che negli slanci più generosi.
Il futuro di Carpi si giocherà probabilmente sulla capacità di trasformare la passione che mettiamo nelle nostre diatribe quotidiane in quella stessa energia costruttiva che ha reso l'AIDO locale un esempio per tutti. Dopotutto, una città che sa donare il cuore dovrebbe riuscire a trovare un accordo anche sui parcheggi. O forse no: e sarebbe comunque molto, molto carpigiana.