Ieri a Carpi si è celebrata una curiosa liturgia civile, dove il passato glorioso e il futuro digitale si sono dati appuntamento in una giornata che ha saputo mescolare con elegante ironia le più nobili aspirazioni democratiche con le prosaiche necessità dell'alfabetizzazione informatica.
Al Campo di Fossoli è stato premiato Nello Scavo, maestro del giornalismo d'inchiesta, in collegamento da Beirut perché evidentemente i conflitti mediorientali non aspettano le nostre cerimonie. Il premio Focherini conferma che Carpi sa riconoscere chi fa il mestiere più antico del mondo dopo quello più antico del mondo: raccontare la verità quando tutti preferirebbero sentire bugie comode. Scavo, con le sue inchieste sui traffici di esseri umani, ci ricorda che la libertà di stampa non è un ornamento democratico ma un muscolo che va allenato quotidianamente, possibilmente lontano dalle lusinghe del potere.
In mattinata, poco distante si inaugurava il Terminal dell'innovazione digitale, dove cittadini di tutte le età potranno finalmente imparare che il cloud non è solo una nuvola e che l'intelligenza artificiale non è necessariamente più pericolosa di quella naturale. L'umanesimo digitale, come lo ha definito la Magnifica Rettrice Cucchiara, sembra essere l'ultimo tentativo di convincere le macchine a comportarsi umanamente prima che agli umani venga chiesto di comportarsi come macchine.
Non è sfuggita l'elegante coincidenza temporale: a poche ore di distanza si celebrava chi rischia la vita per informare sul presente, si creava uno spazio per insegnare a navigare nel futuro. Il Terminal, con i suoi corsi di sicurezza informatica e i laboratori STEAM, rappresenta forse l'ultima frontiera dell'inclusione sociale: quella digitale. Perché oggi chi non sa usare uno smartphone rischia l'esclusione sociale più di chi non sa usare le posate.
In questo quadro di modernità consapevole, la commemorazione del Generale Manfredo Fanti ha aggiunto una nota di necessaria continuità storica. Il Generale carpigiano, che contribuì all'unificazione italiana, ci ricorda che ogni generazione ha i suoi risorgimenti da compiere. Se lui unificò l'Italia con le armi, noi proviamo a unificarla con la fibra ottica.
Completava il mosaico formativo di ieri l'iniziativa che vede settanta giovani prepararsi come volontari di Protezione civile. Campo VOLO rappresenta forse la forma più concreta di educazione civica: insegnare ai ragazzi che occuparsi degli altri non è un optional ma una necessità democratica. Mentre gli adulti discutono di libertà di stampa e innovazione digitale, i giovani imparano che la vera innovazione è ancora quella di tendere una mano al prossimo.
La lezione che emerge da questa giornata carpigiana è che la democrazia, per sopravvivere, ha bisogno di tre ingredienti: informazione libera, competenza tecnologica e solidarietà concreta. Il giornalismo d'inchiesta ci dice cosa accade, l'alfabetizzazione digitale ci insegna come verificarlo, il volontariato ci ricorda perché dovrebbe interessarci.
Carpi si conferma così una piccola capitale dell'equilibrio possibile: tra memoria e innovazione, tra locale e globale, tra il rispetto per chi ci ha preceduto e la preparazione di chi ci seguirà. Una comunità che sa guardare avanti senza perdere la bussola, dove si può commemorare un generale risorgimentale, e contemporaneamente, a poche centiania di metri imparare l'intelligenza artificiale, senza che nessuno ci trovi una contraddizione.