È stata una domenica di silenzio quella di ieri nelle farmacie carpigiane. Lisa Cataldo, Alessandro Martignetti e Lorenzo Tollari, i tre sindacalisti che a Modena rappresentano rispettivamente Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno guidato una protesta che ha coinvolto l'intera provincia con un'adesione del 60 per cento.
La rivoluzione silenziosa dei camici bianchi
In una città dove il rapporto tra farmacista e cittadino rappresenta spesso l'ultimo baluardo di una sanità che funziona, lo sciopero di ieri ha mandato un segnale forte e chiaro. Quasi 500 addetti in provincia di Modena hanno incrociato le braccia, mentre 150 farmacie hanno abbassato le saracinesche per protestare contro un contratto nazionale fermo al palo da otto mesi. Il dato che colpisce di più? Quella delegazione di una ventina di farmacisti modenesi che ha raggiunto Roma per unirsi ai 1.500 colleghi provenienti da tutta Italia. Hanno sfilato per le vie della capitale fino a raggiungere la sede di Federfarma, l'associazione datoriale che da mesi tiene in stallo le trattative.
I numeri di una professione in crisi
La questione non è solo modenese, ma nazionale: parliamo di oltre 76mila lavoratori del settore delle farmacie private che aspettano il rinnovo di un contratto scaduto il 31 agosto 2024. Un contratto che dovrebbe riconoscere il valore di una professione sempre più complessa e responsabilizzata. Perché oggi il farmacista non è più solo quello che consegna le medicine. È diventato un punto di riferimento sanitario fondamentale, soprattutto per i cittadini di Carpi che spesso faticano a trovare risposte immediate dal sistema sanitario pubblico. La "farmacia dei servizi" è una realtà: dal controllo della pressione alle vaccinazioni, dal primo consulto per piccoli malanni alla consulenza specializzata.
La proposta che non basta
Federfarma ha messo sul piatto 180 euro di aumento complessivo per i prossimi tre anni. Una cifra che i sindacalisti definiscono "decisamente insufficiente", considerando l'inflazione degli ultimi anni e la crescente specializzazione richiesta alla categoria.
Le richieste dei lavoratori
La piattaforma sindacale punta su tre pilastri fondamentali: .
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- Recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione
- Riconoscimento delle nuove professionalità e responsabilità
- Miglioramento delle tutele normative su orari, turni, maternità e formazione
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Come sottolineano i tre rappresentanti sindacali modenesi: "La professionalità si riconosce, non si dà per scontata".
Il futuro della protesta
Se Federfarma continuerà a mantenere questa posizione, lo stato di agitazione proseguirà. Dopo il primo sciopero del 6 novembre scorso e gli incontri del 4 e 11 febbraio, la pazienza dei farmacisti sembra essere arrivata al limite. Per i cittadini di Carpi questo significa prepararsi a possibili nuove chiusure delle farmacie private, in un momento in cui il sistema sanitario locale ha già le sue fragilità. La speranza è che il segnale arrivato ieri da Roma possa sbloccare una situazione che si trascina ormai da troppi mesi. In fondo, dietro ogni prescrizione medica ritirata al banco c'è una persona che ha studiato, si è specializzata e merita di vedere riconosciuto il proprio valore professionale. Non è chiedere troppo, è chiedere giustizia.