Campogalliano si prepara a un appuntamento culturale che promette di far riflettere. Venerdì 23 gennaio, tra le mura accoglienti della
biblioteca Edmondo Berselli, andrà in scena un racconto che intreccia genio e responsabilità, scoperta scientifica e destino dell'umanità.
Un narratore per una storia scomoda
Simone Maretti, narratore di professione, ha scelto di raccontare la vita di
Enrico Fermi, il fisico romano che ha cambiato il corso della storia. Non una biografia qualunque, ma il ritratto di un uomo che ha saputo passare "dalla teoria più astratta all'esperimento" fino a trovarsi, suo malgrado, al centro dell'era atomica.
Il peso della conoscenza
La figura di
Fermi è tra le più complesse della scienza del Novecento. Premio Nobel nel 1938 "per l'identificazione di nuovi elementi della radioattività e la scoperta delle reazioni nucleari mediante neutroni lenti", il fisico italiano si trasferì negli Stati Uniti dove progettò il primo reattore nucleare a fissione e divenne uno dei direttori tecnici del
Progetto Manhattan. Il Manhattan Project, che dal 1942 al 1946 coinvolse oltre 130.000 persone con un costo di quasi 2 miliardi di dollari dell'epoca, portò alla realizzazione delle bombe atomiche che devastarono Hiroshima e Nagasaki.
Fermi, che aveva lasciato l'Italia fascista per proteggere la moglie ebrea, si ritrovò a essere uno degli artefici dell'arma più terribile mai costruita dall'uomo.
Una serata per riflettere
L'incontro, organizzato dall'
Università per la libera età Natalia Ginzburg nell'ambito della rassegna "Serate a tema", non sarà una celebrazione acritica.
Maretti promette di esplorare le contraddizioni di un uomo geniale che ha aperto le porte a possibilità tanto affascinanti quanto terrificanti. La
biblioteca Berselli, già da anni punto di riferimento culturale per Campogalliano e dintorni con la sua programmazione ricca di corsi e conferenze, ospita così una riflessione che ci riguarda tutti. Perché la storia di
Fermi è anche la nostra: quella di una specie che ha imparato a dominare l'energia dell'atomo senza ancora sapere bene come gestirne le conseguenze.
Informazioni pratiche
L'ingresso è libero e gratuito, ma i posti sono limitati. È consigliabile prenotare al numero 059-526176 o scrivere a nataliaginzburgcampogalliano@gmail.com oppure biblioteca@comune.campogalliano.mo.it. Un'occasione per interrogarsi, con la lucidità che ci contraddistingue, su cosa significa fare scienza in un'epoca in cui ogni scoperta può diventare un'arma o una benedizione.
Fermi lo sapeva bene: "Non mi pento di aver contribuito a fare la bomba atomica", disse una volta. "La responsabilità dello scienziato è di fare scienza. La responsabilità dell'umanità è di usarla bene." Forse è proprio questo il messaggio che
Maretti porterà venerdì sera: che la conoscenza è un peso, e tocca a tutti noi decidere come portarlo.