Quando il Secchia rompeva gli argini: all'Archivio storico rivivono le antiche piene

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Quando il Secchia rompeva gli argini: all'Archivio storico rivivono le antiche piene

Le acque del Secchia che sommergono i campi, la paura che corre di casa in casa, il lavoro collettivo per ricostruire argini e speranze. È un viaggio dentro il cuore antico della pianura quello che attende il pubblico del Festivalfilosofia nel fine settimana del 19 e 20 settembre.

Un racconto tra storia e teatro

L'appuntamento è per sabato 19 e domenica 20 settembre, alle 19, nella sala dei Cimieri dell'Archivio storico comunale di Carpi, all'interno della Rocca Vecchia di Palazzo dei Pio. Qui, sotto lo sguardo degli affreschi quattrocenteschi con giganteschi cimieri e fregi vegetali a pigne dorate, il narratore Simone Maretti condurrà il pubblico in un percorso intitolato “Rompere gli argini. La comunità e le esondazioni del Secchia”.

Una cornice simbolica perfetta per un tema, quello del caos naturale, che il Festivalfilosofia 2026 pone al centro della riflessione, in programma dal 18 al 20 settembre tra Modena, Carpi e Sassuolo.

Le voci del fiume

La narrazione attraversa oltre tre secoli di storia locale, dal Seicento ai primi decenni del Novecento, e si costruisce attraverso materiali d'archivio autentici: documenti originali, fotografie, filmati d'epoca. Accanto a questi, Maretti intreccia letture romanzate e spezzoni cinematografici per restituire tutta l'ambivalenza del caos: distruzione e rinascita, paura e ingegno, emergenza e bonifica.

Un'occasione per riscoprire pagine di storia locale che hanno segnato il territorio e la memoria collettiva delle comunità rivierasche.

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