Ci risiamo. Ogni settembre, puntuale come le zanzare sul Secchia, arriva lui: il FestivalFilosofia. E ogni settembre i carpigiani si dividono in due categorie. Quelli che lo aspettano con il block notes in mano e la matita temperata, pronti ad annotare ogni scintilla di pensiero. E quelli che si ritrovano in piazza Martiri con un bicchiere di lambrusco, convinti di essere lì per caso, e invece escono tre ore dopo con una domanda esistenziale piantata in testa come un chiodo. Ecco, preparatevi: l'edizione 2026, la numero ventisei per la precisione, si annuncia come una delle più dirompenti di sempre. Il tema? Caos. E no, non è un caso che gli organizzatori abbiano scelto proprio questa parola.
Caos: non solo disordine, ma logica profonda
Viviamo in un'epoca dove l'ordine costituito sembra sbriciolarsi sotto i nostri piedi. Dissoluzione di vecchi equilibri, eventi catastrofici, mutamenti climatici, politici e scientifici. Il Caos con la C maiuscola, quello che il festival indagherà da venerdì 18 a domenica 20 settembre, non è il semplice casino del traffico davanti alla cattedrale nell'ora di punta. È quel processo complesso, talvolta imponderabile, che però non è affatto privo di logica. La scienza, la geopolitica, i mercati, persino l'evoluzione funzionano così: incertezza e disordine come chiavi di lettura del reale. E il bello è che a spiegarcelo arriveranno quasi 200 appuntamenti, una cifra che farebbe girare la testa anche al più rodato dei festivalieri.
Piazze, cortili e cervelli in ebollizione
Carpi sarà ancora una volta protagonista, insieme a Modena e Sassuolo, di questa tre giorni che trasforma il tessuto urbano in un salotto filosofico a cielo aperto. Piazza Martiri, il cortile del Palazzo dei Pio, i chiostri e le vie del centro storico diventeranno l'aula magna di un ateneo diffuso. Tra le 57 lezioni magistrali e dibattiti previsti, diciotto voci sono nuove di zecca, e oltre venti relatrici portano una prospettiva femminile mai così marcata. Sul palco saliranno nomi che anche chi non ha mai aperto un libro di filosofia riconosce al volo: Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Maurizio Ferraris, Michela Marzano, Massimo Recalcati, Stefano Massini, Donatella Di Cesare. E non è che l'inizio della lista.
Carpi ci mette del suo
Non è un festival che cala dall'alto, questo. È uno di quegli eventi che affondano le radici nel territorio e le allungano fino alle stelle. Tra le iniziative che toccano da vicino la nostra città spicca il progetto \"Rotture e ricomposizioni\", curato dalla Fondazione San Filippo Neri in collaborazione con il CPIA di Carpi. Un'occasione per riflettere su come il caos attraversi le storie di chi migra, di chi si sposta, di chi deve ricomporre i cocci di un'esistenza. C'è poi la collaborazione con l'IIS \"F. Selmi\" di Modena, a conferma che la filosofia qui non resta chiusa nelle accademie ma dialoga con le scuole, i centri sociali, le fondazioni. Una vocazione didattica che il festival ha nel DNA da quando, oltre venticinque edizioni fa, muoveva i primi passi sotto la guida illuminata di Michelina Borsari, la direttrice scientifica scomparsa nell'agosto del 2025, alla cui memoria questa edizione è inevitabilmente dedicata.
Gratis, per tutti, senza scuse
Ora, la parte che piace a chiunque abbia un portafoglio: l'ingresso è libero e gratuito a ogni singola iniziativa. Lezioni magistrali, mostre, spettacoli, attività per ragazzi, cene filosofiche. Tutto. Non esistono biglietti, prenotazioni obbligatorie, code chilometriche. Esistono gambe per camminare da una piazza all'altra e orecchie per ascoltare. Il programma completo, con orari e sedi, è disponibile sul sito www.festivalfilosofia.it, dove troverete anche le indicazioni su come partecipare. La data ufficiale di inizio è venerdì 18 settembre alle ore 10:00, fino a domenica 20 settembre che si chiude alle 23:50. Roba da far concorrenza alle sagre paesane, con la differenza che qui al posto del gnocco fritto trovate il senso della vita. O almeno un assaggio.
Il consiglio, da buon carpigiano a buon carpigiano, è uno solo: andateci. Anche se non capite nulla di filosofia, anche se l'ultima cosa che avete letto è la lista della spesa, anche se pensate che Eraclito sia un calciatore greco. Perché il FestivalFilosofia ha questo di magnifico: ti prende per mano, ti porta dove vuole, e quando te ne accorgi stai discutendo di caos e ordine cosmico con uno sconosciuto, in piedi, sotto un portico. E a Carpi, diciamocelo, sotto un portico ci sta benissimo.