Il weekend del 14 e 15 novembre Mirandola si riempie di banchi: alla Fiera di Francia Corta sono attesi oltre 170 ambulanti da tutta Italia, nelle vie attorno al centro storico. È il nucleo di una manifestazione nata nel 1862, quando venne costituita la Società del Principato di Francia Corta, e che ogni anno richiama migliaia di visitatori nella Bassa.
Il nome arriva dal quartiere a sud-est della città, quello dove tra Cinquecento e Settecento alloggiarono i soldati francesi chiamati dai Pico e che poi divenne la zona più povera di Mirandola. Lo stemma della Società lo ricorda ancora: una sporta di paglia rotta sul fondo, con dentro aglio e cipolle.
Nei giorni della Fiera il quartiere torna a essere Principato, con il suo Principe, la corte e il corteo che sfila con banda e majorettes. Quest'anno il Principe convolerà a nozze con una nuova Principessa, la cui identità resta per ora riservata, nella speranza di assicurare un erede. Tra gli ospiti arriveranno da Modena Sandrone e la Famiglia Pavironica con il loro sproloquio.
In tavola il gran cuoco di Francia Corta propone maccheroni al pettine, polenta con fagioli e ragù, zampone e gnocco fritto, con lambrusco e vin brulè. In programma anche spettacoli e gruppi folcloristici.
«La Fiera di Francia Corta è molto più di una manifestazione: è un patrimonio di storia, cultura popolare e partecipazione che si tramanda da generazioni», dice Daniele Tarter, presidente della società organizzatrice. Per la sindaca Letizia Budri è «una festa capace di unire generazioni diverse e di accogliere visitatori da tutto il territorio».
Chi vuole arrivare preparato può passare prima dalla sala Trionfini, dove dal 31 ottobre è allestita la mostra fotografica e documentaria «Francia Corta 1862–2026. Una storia che dura ancora», con materiali inediti o mai esposti al pubblico che ripercorrono la manifestazione dalle origini a oggi.