Dal Foro Boario al piatto: nuove regole per la spesa


Dal Foro Boario al piatto: nuove regole per la spesa
A Carpi soffia il vento del cambiamento al Mercato Contadino del Foro Boario. La giunta comunale, su proposta dell'assessora al Commercio Paola Poletti, ha dato il via libera a un nuovo disciplinare che promette di rivoluzionare il modo di fare la spesa del martedì e del sabato, puntando tutto sulla qualità e sulla tracciabilità dei prodotti.

Una mossa strategica per il territorio

L'iniziativa non è certo casuale: in un'epoca in cui i consumatori sono sempre più attenti alla provenienza di quello che portano in tavola, il nuovo regolamento vuole garantire che ogni mela, ogni formaggio, ogni barattolo di miele arrivi direttamente dalle mani di chi li produce. Niente più approvvigionamenti da mercati generali o intermediari: solo produttori veri, con le mani ancora sporche di terra. Il piano è ambizioso ma concreto: un gestore esterno dovrà individuare almeno venti aziende agricole per dare il via all'attività. Non si tratta di un numero buttato lì a caso, ma di una base solida per garantire varietà e continuità nell'offerta, con la possibilità di aggiungere altri produttori attraverso bandi pubblici.

La filosofia del chilometro zero (o quasi)

Il nuovo disciplinare disegna una mappa precisa della provenienza: i prodotti devono nascere in ambito regionale, con priorità assoluta al territorio provinciale di Modena. Solo per olio e agrumi - che nel nostro clima non è facile far crescere - sono previste eccezioni controllate, perché la varietà è il sale della vita e del mercato. Paola Poletti ha inquadrato bene la questione: non si tratta solo di commercio, ma di qualità alimentare e di arricchimento del tessuto sociale della città. Perché un mercato contadino non è solo un posto dove comprare i pomodori, ma un luogo di incontro dove si ritrovano le radici di una comunità.

Oltre la semplice spesa

Il progetto va ben oltre la vendita di frutta e verdura. Il mercato del martedì e del sabato diventerà un centro di aggregazione con spazi per il consumo sul posto, corsi di formazione e incontri culturali. Un'idea che ricorda i mercati di una volta, quando fare la spesa era anche un momento sociale, di chiacchiere e di scoperte. L'obiettivo dichiarato è rivitalizzare il contesto urbano attraverso la promozione della filiera corta, creando quel contatto diretto tra produttori e consumatori che la grande distribuzione ha fatto perdere. Una scommessa che punta sulla nostalgia del genuino, ma con regole moderne e trasparenti.

Il verdetto pragmatico

Questa iniziativa arriva in un momento in cui i mercati contadini stanno vivendo una seconda giovinezza in tutta Italia. La domanda di prodotti locali e tracciabili è in crescita costante, e Carpi si allinea a una tendenza che ha già dato buoni frutti in molte altre città. Il punto di forza del progetto sta nella chiarezza delle regole e nella volontà di garantire trasparenza ai consumatori. Il limite potrebbe essere la capacità di mantenere prezzi competitivi rispetto alla grande distribuzione, ma l'esperienza di altri mercati contadini italiani dimostra che i consumatori sono disposti a pagare un po' di più per la qualità e la genuinità. Il Foro Boario di Carpi si prepara così a diventare il palcoscenico di una piccola rivoluzione del gusto, dove ogni acquisto diventa un voto di fiducia verso i produttori del territorio. Una scommessa che, se vinta, potrebbe davvero cambiare il volto del commercio locale della nostra città.
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