La generosità carpigiana compie 50 anni: festa AIDO in piazza


La generosità carpigiana compie 50 anni: festa AIDO in piazza

Cinquant'anni di speranza seminata nella nostra città. L'AIDO di Carpi non è solo un'associazione: è una famiglia che da mezzo secolo trasforma il dolore in vita, la perdita in dono. E domenica 19 aprile, quando la primavera carpigiana sarà in pieno fiore, festeggeremo insieme questo straordinario traguardo.

Un anniversario che sa di futuro

Eugenio Davolio, presidente dell'AIDO carpigiana, ha ragione a sorridere. Dal 26 febbraio 1976 - quando alcuni visionari decisero che anche a Carpi si poteva parlare di donazione senza paura - sono passati esattamente cinquant'anni. E che anni sono stati: migliaia di famiglie informate, centinaia di vite salvate, una cultura del dono che ha messo radici profonde nel nostro territorio. La "Giornata per la Donazione di Organi e Tessuti", giunta alla sua 29esima edizione, quest'anno assume per noi carpigiani un sapore particolare. Non è solo la ricorrenza nazionale stabilita dal decreto ministeriale del 19 febbraio 2026, ma la celebrazione di una storia che ci appartiene.

Due giorni di cuore in piazza

I volontari AIDO hanno preparato un weekend che scalderà il cuore della città. Sabato 18 aprile, fin dalle prime ore del mattino, il rialzato di Piazza Martiri si trasformerà in un salotto della generosità. Non mancheranno le piantine di erbe aromatiche - quelle che profumano le nostre cucine - e i fiori di stagione che colorano i nostri balconi. Ogni piccola offerta sarà un seme di speranza. Domenica mattina, prima della presentazione del libro, i volontari continueranno la loro opera di informazione. Perché parlare di donazione non è mai stato facile, ma a Carpi abbiamo imparato a farlo con quella discrezione emiliana che sa essere efficace senza essere invadente.

Le storie che cambiano la vita

Alle 11:00 di domenica, nella Saletta della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, accadrà qualcosa di speciale. All'interno della mostra "Sguardi Verticali – Quando la montagna diventa arte" del Club Alpino locale, Leonio Callioni e Francesca Boldreghini presenteranno "Volti di Rinascita – 55 Storie di trapianti (ma potrebbero essere 55.000)". Cinquantacinque storie come cinquant'anni della nostra AIDO. Non è un caso. Ogni trapianto è una montagna scalata, ogni donatore un picco che tocca il cielo per permettere a qualcun altro di respirare ancora.

La lezione di una città che sa donare

In un'epoca dove si parla tanto di individualismo, Carpi dimostra che il DNA della generosità scorre ancora nelle nostre vene. L'AIDO locale non è cresciuta per caso: è figlia di una cultura solidale che affonda le radici nella nostra storia, dalla Resistenza alla ricostruzione, dalle alluvioni alle pandemie. Cinquant'anni fa, nel 1976, parlare di trapianti era quasi fantascienza. Oggi, grazie al lavoro silenzioso di associazioni come la nostra, la donazione è diventata parte della cultura medica e sociale. Eugenio Davolio e i suoi volontari possono essere orgogliosi: hanno contribuito a scrivere una pagina importante della storia sanitaria italiana. Domenica, passando per Piazza Martiri, fermatevi un momento. Quel banchetto con i fiori di stagione e i volantini informativi rappresenta molto più di un'iniziativa benefica. È la testimonianza viva che a Carpi, anche dopo cinquant'anni, crediamo ancora che la vita sia il bene più prezioso da condividere.

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