Chi passa da
via Ludovico Ariosto probabilmente non lo sa neanche: sotto il direzionale
"Borgo dei Gelsi" - quello che fa angolo con viale
Darfo Dallai, proprio di fronte all'
Hotel Touring - si nasconde un parcheggio interrato con trenta posti auto pubblici. Pubblici, eh. Ma da tempo c'è un cancello che sbarra l'ingresso, trasformando quello spazio in una specie di miraggio per gli automobilisti carpigiani.
La storia di un compromesso al ribasso
Quando il complesso fu costruito, la convenzione urbanistica era chiara come il sole di luglio: quel parcheggio non si poteva chiudere. Punto. Ma poi, come spesso accade nelle nostre città, la teoria si è scontrata con la realtà quotidiana. I
residenti e i
titolari degli uffici del complesso non gradivano il via vai di auto estranee in quello che consideravano, di fatto, il loro parcheggio privato. Così, piano piano, si è arrivati a un compromesso che sa tanto di soluzione italiana: parcheggio pubblico sì, ma solo di giorno. Dalle
20 alle 8 del mattino cancello chiuso, con tanto di pulsante dall'interno per chi si trovasse "intrappolato" con la propria auto.
Un problema che va oltre Borgo dei Gelsi
La questione non riguarda solo questo parcheggio. In città esistono circa
cento piazzole di sosta pubbliche nascoste in complessi privati che molti cittadini neanche sanno di poter utilizzare. Parcheggi "fantasma" che potrebbero alleviare i problemi di sosta nel centro, se solo fossero davvero accessibili.
Il Comune interviene (finalmente)
Ora il
Comune di Carpi ha deciso di muoversi, chiedendo chiarimenti prima di ordinare il ripristino della piena accessibilità. Una mossa che era ora, considerando che quella convenzione urbanistica non è carta straccia ma un impegno preciso preso a suo tempo. La vicenda solleva una questione più ampia: quanti altri "accordi" del genere esistono in città? E soprattutto, è giusto che convenzioni sottoscritte con il pubblico vengano poi modificate de facto per accontentare i privati? I cittadini carpigiani hanno il diritto di sapere dove possono parcheggiare e, soprattutto, di poterlo fare realmente. Perché un parcheggio pubblico che è pubblico solo sulla carta, in fondo, non serve a nessuno. Tranne a chi voleva tenerlo per sé.