Una prestigiosa selezione ministeriale porta l'arte di
Sara Lepore, fotografa 26enne di Carpi, oltre i confini nazionali. Il suo progetto "
Filia" è stato infatti inserito tra i 64 progetti premiati dal Ministero della Cultura nell'ambito del bando "
Strategia Fotografia 2025", un riconoscimento che le permetterà di esplorare le radici culturali rumene attraverso l'obiettivo della macchina fotografica.
Il progetto che unisce arte e memoria familiare
"
Filia" non è solo un progetto artistico, ma un viaggio nella memoria personale e collettiva. L'artista carpigiana, sostenuta dalla
Fondazione Ago e dal
Photo Romania Festival, si concentrerà sui tessuti, i ricami e gli abiti tradizionali rumeni, partendo dalla propria esperienza familiare. Un percorso che la porterà a viaggiare nelle regioni della
Mutenia (con la capitale Bucarest), dell'
Oltenia e della
Transilvania, luoghi d'origine della madre e delle zie. "Il ricamo rappresenta un linguaggio visivo tipicamente femminile che tramanda memorie familiari e locali", spiega
Sara Lepore. "Ma è stato storicamente selezionato e codificato: durante il regime di
Ceausescu, per esempio, l'abito tradizionale femminile divenne simbolo nazionale, una sorta di invenzione per consolidare un'identità collettiva ideale anche dal punto di vista ideologico".
Quando la tradizione diventa strumento politico
Il cuore del progetto risiede in una riflessione profonda sul concetto stesso di tradizione. Come spiega l'artista, le tradizioni non sono eredità immutabili, ma pratiche culturali costruite nel tempo che possono anche essere "inventate" per consolidare identità nazionale e ideologia. Oggi, in una realtà sociale ed economica molto diversa, questi segni riemergono tra nostalgia, stereotipi e retorica nazionale, soprattutto nella cosiddetta diaspora rumena. L'approccio di
Sara Lepore è criticamente innovativo: "attraversa, decodifica e contamina questi codici, trasformando il ricamo in strumento di sabotaggio e creazione di un linguaggio visivo alternativo, affettivo e dissonante". Tessuto, corpo e immagine diventano così spazi simbolici per abitare un'eredità mai ricevuta, non per restaurarla, ma per interrogare e riscrivere la tradizione come costruzione storica e politica.
Una carriera in ascesa
Il riconoscimento ministeriale corona un percorso formativo di eccellenza.
Sara Lepore ha approfondito la sua preparazione in percorsi interdisciplinari come
Speciale 18/25 di Fotografia Europea e
Jest a Torino, ottenendo una borsa di studio per il Master
Filling the Gap presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Ha inoltre frequentato
Spazio Labò a Bologna e sta completando gli studi in Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative presso l'Università di Parma. La sua pratica artistica, che utilizza strategie transmediali attraverso fotografia e video, esplora temi legati all'identità e all'opacità, concentrandosi sulla relazione tra contenuto e contenitore. Selezionata come artista in residenza presso l'
IIC di Bucarest, ha già esposto in mostre personali e collettive di prestigio, dal
Yeast Photo Festival al
Centrale Festival, fino al
Bucharest Photofest.
I prossimi appuntamenti
Nel 2025
Sara Lepore ha già ottenuto importanti riconoscimenti: è stata esposta a
Palazzo dei Musei a Reggio Emilia tra i finalisti di
Giovane Fotografia Italiana #12 - Premio Luigi Ghirri, nell'ambito del festival Fotografia Europea, conquistando una borsa di studio per partecipare al
Fotofestiwal Łódź in Polonia. Il progetto "
Filia" sarà presentato pubblicamente da
Fondazione Ago nei prossimi mesi, offrendo al pubblico carpigiano e non solo l'opportunità di scoprire questo affascinante intreccio tra arte contemporanea, memoria familiare e analisi critica delle tradizioni culturali.