Goldoni all'asta: destino incerto per 97 famiglie


Goldoni all'asta: destino incerto per 97 famiglie

La storica Goldoni Keestrack di Migliarina si trova a un bivio che potrebbe segnare per sempre il destino di quasi cento famiglie carpigiane. L'annuncio sul Sole 24 Ore di giovedì scorso ha il sapore amaro di chi è costretto a svendere un patrimonio: entro il 23 aprile alle 15, chiunque potrà presentare un'offerta migliorativa rispetto agli 8 milioni di euro proposti dal gruppo turco Asko.

Un'asta mascherata da procedura negoziata

Manuele Pelatti della Fiom Cgil non usa giri di parole: "È di fatto l'apertura di un'asta, peraltro implicita nella procedura della Composizione negoziata". L'avvocato Rolandino Guidotti, incaricato dall'azienda, ha pubblicato l'invito per raccogliere offerte irrevocabili, sperando che qualcuno possa fare di meglio dei turchi. La proposta di Asko prevede l'acquisizione di tutti i beni, diritti e l'avviamento aziendale, ma soprattutto il mantenimento di soli 41 dipendenti sui 97 attuali. Un taglio del 60% che fa tremare le famiglie di Migliarina e conferma i timori più neri del sindacato.

Il prezzo del salvataggio

Otto milioni di euro per rilevare un marchio storico dell'agricoltura italiana, ma a quale prezzo umano? I numeri parlano chiaro: 56 lavoratori rischiano di rimanere senza lavoro, trasformando quello che dovrebbe essere un salvataggio in una tragedia occupazionale. Asko, multinazionale turca specializzata in macchine movimento terra, ha illustrato la propria solidità finanziaria durante l'incontro con i sindacati dello scorso marzo. Ma le rassicurazioni sulla stabilità dell'azienda suonano vuote quando accompagnate da un piano di esuberi così drastico.

La speranza nell'asta

Ora la palla passa al mercato. Qualche investitore potrebbe presentarsi con un'offerta più generosa, sia dal punto di vista economico che occupazionale? Le condizioni sono chiare: chi vuole partecipare deve migliorare la proposta turca sotto entrambi gli aspetti. Il tempo stringe e le famiglie aspettano. Il 23 aprile non è solo una scadenza burocratica, ma il giorno in cui si deciderà se la Goldoni continuerà a vivere come azienda o sopravvivrà solo come ricordo di un passato industriale che se ne va. La Regione Emilia-Romagna, attraverso l'assessore Giovanni Paglia, ha convocato tavoli di confronto per monitorare la situazione, ma le parole di solidarietà non bastano a tranquillizzare chi teme di perdere il posto di lavoro. In questa partita a scacchi industriale, i lavoratori sono le pedine più vulnerabili, mentre i grandi player decidono il futuro di un pezzo importante dell'economia carpigiana.

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