Una città che sa onorare i suoi maestri. Modena si appresta a celebrare uno dei suoi figli più illustri con una mostra che profuma di nostalgia e riscoperta. Dal 19 aprile al 2 giugno 2026, il Complesso di San Paolo accoglierà "Lucio Riva (al 76° gradino)", un viaggio nell'universo artistico di colui che per oltre mezzo secolo è stato considerato il pittore simbolo della città emiliana.
L'artista che non volle mai partire
Lucio Riva (1928-2014) non è stato semplicemente un pittore nato a Modena. È stato l'artista che ha fatto della propria città una scelta di vita, una dichiarazione poetica. Mentre molti colleghi cercavano fortuna altrove, lui ha scelto di rimanere, di radicarsi nel territorio come un albero secolare. Non per mancanza di ambizione, ma per una concezione dell'arte fondata su libertà, gioco e conoscenza profondamente legata al genius loci modenese. L'assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi ha centrato il punto: questa mostra "vuole essere un omaggio della sua città al suo lavoro, un abbraccio collettivo che lo celebra". Un gesto che suona quasi come una carezza tardiva a un artista che ha saputo trovare l'infinito nei vicoli della sua Modena.
Un percorso tra memoria e modernità
L'esposizione, organizzata dall'associazione culturale Ricognizioni sull'Arte con il patrocinio del Comune di Modena, non è una semplice retrospettiva. È piuttosto un dialogo intimo tra l'artista e la sua città, allestito in uno spazio che di per sé racconta storie: il Complesso di San Paolo, ex monastero dalle origini romaniche del 1192, oggi trasformato in polo culturale dopo un attento restauro.
Le opere in mostra
Il percorso espositivo comprende oltre 130 opere tra tele e assemblaggi, accompagnate da numerosi taccuini provenienti da collezioni private e dalla famiglia dell'artista. Una scelta coraggiosa quella dei curatori: non trascurare alcun periodo o tecnica, dedicando ampio spazio anche al disegno, troppo spesso considerato il parente povero dell'arte "ufficiale". L'innovazione tecnologica si fa complice della memoria: alcuni taccuini saranno sfogliabili virtualmente grazie a tablet messi a disposizione del pubblico. Un modo elegante per rendere accessibili tesori che altrimenti rimarrebbero chiusi nei caveau delle collezioni private.
Informazioni pratiche
Inaugurazione: sabato 18 aprile alle ore 18 Periodo: dal 19 aprile al 2 giugno 2026 Luogo: Complesso di San Paolo - Via Selmi 81, Modena Orari: (da confermare presso l'organizzazione) Ingresso: informazioni da definire Una mostra che promette di essere molto più di un semplice evento espositivo. È l'occasione per Modena di riscoprire uno dei suoi testimoni più autentici, per le nuove generazioni di conoscere un artista che ha saputo trasformare l'amore per il territorio in linguaggio universale. E per tutti noi, l'opportunità di riflettere su cosa significhi davvero essere "di" un luogo, nel senso più profondo e creativo del termine. Il "76° gradino" del titolo resta un mistero affascinante che solo la visita potrà svelare. Ma già così, l'invito è irresistibile.