Guerre di cantiere: quando l'opposizione fa il suo mestiere


Guerre di cantiere: quando l'opposizione fa il suo mestiere

Lo scontro su via Roosevelt

A Carpi la politica si infiamma attorno ai cantieri, e stavolta il campo di battaglia è via Roosevelt. Da una parte Federica Carletti di Fratelli d'Italia e Giulio Bonzanini della Lega che rivendicano il diritto di controllare lo stato dei lavori, dall'altra il sindaco Riccardo Righi che parla di possibili violazioni delle regole di sicurezza. Una querelle che dice molto di come si amministra una città e di come si fa opposizione.

L'accusa: "Solo una strada pubblica"

La presidente di Fratelli d'Italia Carpi non usa mezzi termini: le parole del sindaco sono "infondate, strumentali e fuorvianti". Carletti ricostruisce la vicenda con la precisione di chi sa di essere nel giusto: "Non abbiamo superato transenne né violato aree interdette. Ci siamo recati su una strada pubblica, liberamente accessibile". È la difesa di chi conosce le regole del gioco democratico. L'opposizione che controlla, il sindaco che si irrita. Niente di nuovo sotto il sole carpigiano, se non fosse che questa volta il tema tocca un nervo scoperto: i cantieri infiniti che stanno mettendo in ginocchio i commercianti.

Bonzanini: "Cantieri-simbolo del malgoverno"

Il capogruppo della Lega va più a fondo, trasformando la polemica in un atto d'accusa generale. I cantieri non sono più "solo un problema di viabilità" ma "il simbolo di un'Amministrazione che ha perso il senso delle priorità". Bonzanini dipinge un quadro impietoso: "Strade depauperate, traffico congestionato, disagi quotidiani". E poi l'affondo: mentre i commercianti di via Roosevelt "pagano da mesi un prezzo altissimo in termini di fatturato", il sindaco "preferisce lanciare strali contro l'opposizione".

Il paragone scomodo

Non manca il riferimento al passato, quando Bonzanini evoca "i peggiori tratti del predecessore di Righi". Un paragone che fa male, perché richiama un periodo in cui "dialogo e confronto erano diventate parole vuote".

Il paradosso della sicurezza

C'è un passaggio illuminante nell'intervento del leghista: se davvero ci sono stati accessi rischiosi ai cantieri, "siamo di fronte all'ennesima prova di negligenza nella gestione della sicurezza". È il classico paradosso della politica locale: se l'opposizione sbaglia, la colpa è dell'opposizione. Se l'opposizione ha ragione, la colpa è comunque dell'amministrazione che non controlla.

L'assessore fantasma

E poi c'è la stoccata finale: il posto vacante di assessore all'Urbanistica, libero "dopo sei mesi". In una città assediata dai cantieri, avere il settore senza un titolare è come guidare bendati. Bonzanini non fa sconti: il sindaco si è dimostrato "non essere in grado di portare avanti adeguatamente" quelle deleghe.

Il prezzo della paralisi

Dietro le schermaglie politiche c'è la realtà quotidiana di una Carpi che fatica. I commercianti che vedono calare gli incassi, i cittadini che fanno slalom tra le transenne, le famiglie che rinunciano a passare da certe strade. È la democrazia dal basso che chiede conto a chi governa. L'opposizione carpigiana ha scelto la strada del controllo diretto, quella che porta a camminare sui cantieri per verificare con i propri occhi. È un metodo antico quanto la politica, quello che trasforma i rappresentanti in testimoni. E se il sindaco si irrita, forse è perché sa che certi controlli sono necessari quanto scomodi. I cantieri di Carpi diventeranno un caso di studio o solo l'ennesima polemica da campagna elettorale? La risposta la daranno i cittadini, quando torneranno a circolare liberamente per le loro strade.
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