IA e pastorale: a Carpi si impara a governare il futuro


IA e pastorale: a Carpi si impara a governare il futuro

Il futuro è già qui, e ha l'intelligenza artificiale nel cuore. Ma come si fa a non farsi travolgere da una rivoluzione che cambia le regole ogni giorno? A Carpi, sabato 7 marzo, qualcuno ha provato a dare delle risposte concrete a chi deve comunicare nella Chiesa del terzo millennio.

L'esperto che unisce fede e tecnologia

Protagonista dell'incontro don Davide Imeneo, una figura che incarna perfettamente lo spirito del nostro tempo: linguista computazionale, giornalista, direttore di Avvenire di Calabria e fondatore di Acutis.it. Un prete che non ha paura del digitale, anzi: lo ha fatto diventare strumento di evangelizzazione. Don Imeneo non è solo un teorico dell'intelligenza artificiale. Ha creato Acutis AI, una piattaforma educativa che accompagna i ragazzi verso un uso consapevole dell'IA, sviluppando insieme a studenti di tre scuole medie di Reggio Calabria ben otto applicazioni GPT gratuite. Il risultato? Avvenire di Calabria è stato il primo giornale italiano a pubblicare un'App GPT sullo store di OpenAI.

Domande concrete per sfide reali

L'incontro, organizzato dall'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali e coordinato da Luigi Lamma, non si è perso in chiacchiere teoriche. Le domande erano quelle che si fanno ogni giorno parroci, comunicatori e giornalisti: come integrare l'IA nel lavoro quotidiano? Come stare al passo con trasformazioni così rapide da cambiare nell'arco di una giornata? E poi, questioni più specifiche: quale supporto può dare l'intelligenza artificiale a chi fa comunicazione, giornalismo, fotografia, video? Come la lettura immediata dei dati offerta dall'IA può arricchire l'attività pastorale?

Oltre la tecnica: etica e antropologia

Ma don Imeneo non si è limitato agli aspetti tecnici. Ha affrontato le implicazioni etiche e antropologiche di questa rivoluzione, i rischi e le opportunità per il mondo dei media. Un approccio che non sorprende, visto che la sua filosofia è chiara: "La tecnologia deve essere sempre al servizio del bene comune". L'incontro ha visto una partecipazione attiva degli animatori parrocchiali e associativi della comunicazione, che hanno bombardato il relatore di domande pratiche su come impostare una comunicazione efficace a livello diocesano, parrocchiale e associativo.

Il futuro si impara insieme

Quello che emerge dall'iniziativa carpigiana è un messaggio chiaro: l'intelligenza artificiale non è il nemico da temere, ma nemmeno la bacchetta magica che risolve tutto. È uno strumento potente che va governato con saggezza, formazione e, soprattutto, con quella dimensione umana che don Imeneo sintetizza bene: "Non insegniamo dall'alto, ma cresciamo insieme ai giovani, imparando da loro". In un'epoca in cui il cambiamento corre più veloce delle nostre capacità di comprenderlo, Carpi ha scelto la strada giusta: formarsi per non subire, ma per guidare. Perché, come recita il titolo di questo racconto, senza formazione l'IA non si governa. E senza governo, il futuro lo decide qualcun altro.

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